venerdì, 18 Settembre 2020

Regioni: penalizzati turismo e commercio

Allarme per il Documento strategico preliminare nazionale

Turismo e commercio sono penalizzati dall’attuale impostazione del Documento strategico preliminare nazionale (Dspn), contrariamente a quanto avvenuto nella precedente programmazione delle risorse dell’Ue. E’ l’allarme lanciato dai due coordinamenti interregionali degli assessori al turismo e al commercio, che si sono riuniti a Roma presso la sede della Regione Toscana e che nei prossimi giorni inoltreranno un documento al riguardo al Dipartimento per le politiche di sviluppo del ministero dell’Economia. In particolare, la preoccupazione e’ per i rischi di marginalizzazione dei due settori economici. Il commercio, hanno spiegato le Regioni, e’ totalmente assente dal documento, mentre al turismo viene lasciato un ruolo marginale. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle Regioni, della direzione generale del turismo del ministero delle Attivita’ produttive, del dipartimento politiche dello sviluppo del ministero dell’Economia, della direzione programmi comunitari dell’Ipi, della direzione dell’Enit. Sono stati approfonditi i contenuti del documento presentato dai coordinamenti interregionali e al termine della riunione le Regioni si sono quindi impegnate ad inoltrare ai tavoli di lavoro del ministero le proposte di integrazione al documento strategico nazionale.
Quanto sta accadendo, si legge in una nota, non e’ che l’ultimo atto di una costante e progressiva riduzione delle risorse per i due settori. “Le Regioni – affermano – sono lasciate senza risorse per le politiche di promozione di valorizzazione di sostegno alle pmi dei due settori economici”. Nel documento viene, inoltre, sottolineato peso e ruolo del sistema distributivo e turistico nell’economia nazionale e regionale, il contributo all’occupazione dato in questi anni di crisi del manifatturiero, le funzioni di presidio sociale e di valorizzazione del patrimonio storico e artistico di centri storici. Le Regioni chiedono, quindi, che nel quadro definitivo del documento di programmazione nazionale dei fondi europei si recuperino le stesse opportunita’ garantite agli altri settori nel Dspn.

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