mercoledì, 27 Ottobre 2021

Rescasa-Fimaa, il Rapporto Mercury cambia la geografia del turismo

Oltre 10 milioni di posti letto, 729 Mln di presenze e 31,1 Mld di spesa

Con oltre 10,4 milioni di posti letto e una spesa turistica di 31,1 miliardi di euro (piu’ del 41% della spesa complessiva) il mondo semi sconosciuto del turismo negli appartamenti, analizzato per la prima volta in Italia, si presenta come la tipologia di ricettivita’ che da’ luogo al maggiore movimento turistico.
E’ quanto emerge dallo studio ‘Il turismo italiano negli appartamenti’, primo del genere in Italia, presentato oggi nella sede della Confcommercio dall’amministratore unico di Mercury, Emilio Becheri, che lo ha realizzato per Rescasa-Federazione italiana residence, aderente a Confturismo, e per Fimaa,
Federazione italiana degli agenti immobiliari.
Nel 2003 – spiega il rapporto – sono state stimate in 729 milioni le presenze generate dal sistema della ricettivita’ delle abitazioni per vacanza, che vanno ad aggiungersi ai 343 milioni di presenze turistiche che sono stati registrati nelle strutture ufficiali. Il totale delle notti trascorse in Italia da viaggiatori esteri e nazionali balza cosi’ ad oltre 1,07 miliardi. Numeri enormi, che fanno disegnare una mappa completamente nuova delle realta’ turistiche trainanti, perche’ si scopre che molte localita’ hanno un peso reale maggiore e flussi di vacanzieri notevolmente piu’ elevati di quanto indicano le statistiche ufficiali.
L’Istat stima infatti che i posti letto degli alloggi in affitto, comprensivi delle case vacanza, corrispondano al 13% del totale dei posti letto in Italia, per una quota di offerta che corrisponde a circa il 29% di quella alberghiera. Le strutture considerate dall’Istat nel 2003 sono 58.526 a fronte di 520.336 posti letto. C’e’ da dire, pero’, che negli ultimi due anni anche il turismo delle seconde case ha subito un calo significativo che lo studio di Mercury calcola pari ad un -3,1%. L’utilizzazione delle seconde case, sempre secondo la ricerca, raggiunge mediamente i 71 giorni all’anno che in termini percentuali di
occupazione e’ pari al 19,6%, dovuta in gran parte alla stagionalita’ dell’offerta.
I circa 3 milioni di abitazioni utilizzabili per vacanza presenti in Italia corrispondono a piu’ di 10,4 milioni di posti letto, cioe’ 2,5 volte la ricettivita’ totale del Paese, valutata dall’Istat in 4,2 milioni di posti letto. Un fenomeno – hanno spiegato il presidente di Federalberghi Bernabo’ Bocca e di Rescasa, Emilio Vadalmeri e il responsabile turismo di Fimaa, Fabrizio Savorani – largamente sottostimato dalle statistiche ufficiali sulla domanda, che ne prendono in esame solo una parte, molto ridotta.
La spesa turistica di chi soggiorna nelle case vacanza, nel 2003, secondo l’Ufficio italiano cambi, e’ stata di 31,1 miliardi di euro, oltre il 41% della spesa complessiva. I pernottamenti hanno attivato 25,7 miliardi di euro di valore aggiunto per consumi, il 2,19% dell’intera ricchezza prodotta annualmente in Italia, generando lavoro per 867 mila addetti, il 36,5% dell’occupazione turistica nazionale. La spesa media giornaliera, per turista, e’ stimata in 42,7
euro, che hanno alimentato soprattutto l’indotto, fornendo ricchezza alle realta’ locali. L’analisi territoriale mette in risalto la priorita’ dell’impatto sociale, economico e occupazionale del sistema ricettivo ‘casa’ nel sud Italia e soprattutto nelle isole, dove la spesa turistica costituisce i due terzi del totale sostenuto dal flusso pernottante di turisti, con una ricaduta di 4.656 milioni di euro. A Messina, Ragusa, Trapani, Agrigento e Sassari il contributo del sistema-casa supera addirittura il 6,5% del valore aggiunto
complessivamente prodotto in provincia.

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