giovedì, 25 Febbraio 2021

Scioperi, oggi tocca al mondo del turismo

Protesta indetta da Filcams, Fisascat e Uiltucs per il rinnovo del contratto

Un esasperato uso del part-time, norme sull’ apprendistato penalizzanti, orari e riposi non contrattabili, riduzione dell’agibilita’ sindacale e offerta economica insufficiente: sono questi alcuni dei motivi che hanno indotto i lavoratori del turismo a indire uno sciopero per domani 6 dicembre (che a Milano e città della provincia lunedì 9). L’astensione dal lavoro è stata proclamata da Filcams,
Fisascat e Uiltucs per il rinnovo del contratto nazionale. Infatti “a undici mesi dalla scadenza e dopo sette mesi di trattativa, le segreterie sindacali e la delegazione trattante considerano negativamente – spiega un comunicato – le posizioni espresse dalle associazioni imprenditoriali”. Secondo i dati forniti dalle organizzazioni sindacali i dipendenti diretti del settore sono 1.500.000 (dati Tci, non
considerando il lavoro nero che è stimato superiore al 20%). Nel 2000, il turismo ha fatturato circa 150mila miliardi di vecchie lire; il suo apporto al Pil è attorno al 12%; in questo comparto l’Italia – ricordano le organizzazioni sindacali – è la quarta potenza mondiale e il tasso annuo di crescita sul
lungo periodo è del 3,5%. Nel biennio 1999-2000 gli occupati sono cresciuti di 125mila unità. Tuttavia, sono state solo 27.000 le assunzioni stabili. Il settore è composto per il 40% di contratti legati alla stagionalità. La novità è rappresentata dall’impiego di lavoratori immigrati, per lo più in lavori non a contatto con la clientela. Il loro numero non è conosciuto ma Federalberghi – ricordano inoltre – ne stima un impiego crescente. Per quanto riguarda i contratti, l’indagine del Tci conferma che il settore è fortemente flessibile. Il part-time riguarda il 14,2% delle assunzioni stabili, una percentuale più che doppia di quella registrata nel complesso delle attività economiche. Contrattualmente il turismo è regolato, per i comparti che lo compongono: imprese alberghiere, campeggi, agenzie di viaggio, villaggi vacanze, pubblici esercizi, ristorazione, mense, parchi divertimento, da quattro contratti collettivi nazionali firmati con le federazioni di categoria aderenti a
Confcommercio, Confesercenti, Aica, (associazione delle grandi catene alberghiere di Confindustria) e Federturismo sempre di Confindustria.

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