domenica, 18 Aprile 2021

Secondo l’Inail 30.000 infortuni l’anno in alberghi e ristoranti

Quaranta sono mortali. Cuochi e camerieri tra i piu’ colpiti

Se l’estate costituisce un momento tradizionalmente d’oro per alberghi e Ristoranti, si rileva spesso a rischio per chi vi lavora, tra i tavoli o nelle cucine, il periodo di super attivita. Del resto, i dati dell’Inail
parlano chiaro: nel settore si verificano 30.000 infortuni l’anno (29.901 nel 2003), di cui una quarantina mortali. Tra i piu’ colpiti cuochi, camerieri e baristi. Ma anche i pizzaioli, piu’ degli addetti alle pulizie o dei portabagagli. Il 52% delle vittime, poi, e’ di sesso femminile; il 90% sotto i 50 anni.
Il fenomeno preoccupa. Anche se – sottolinea
l’Inail – il 2003 ha fatto registrare una leggera flessione. Gli incidenti nelle 230.000 aziende italiane tra alberghi, ristoranti, bar, campeggi, alloggi, mense e aziende per la fornitura di pasti sono calati del 2,36%: 29.901 infortuni, contro i 30.625 del 2002. Questo, spiegano gli esperti dell’ Inail, nonostante il settore stia conoscendo una forte
espansione. E’ infatti cresciuto sia il numero delle aziende
assicurate (+8% negli ultimi tre anni) sia quello degli addetti
(+12%, per un totale di 700.000 lavoratori). E alle aziende di
ristorazione tradizionale si vanno sempre piu’ affiancando
imprese specializzate nell’organizzazioni di eventi e nei
servizi di catering e banquetin. Il dato di alberghi e
ristoranti e’ comunque in linea con quello generale, che vede
complessivamente calare gli incidenti sul lavoro del 3,42% nel
2003.
I dati dell’Inail mettono in luce come i
maggiori pericoli si corrano tra i fornelli delle cucine; ma
anche nelle stanze d’albergo, in sala ristorante o dietro il
bancone di un bar. Tutte attivita’ – spiegano gli esperti dell’
Inail – in cui ferite, bruciature e contusioni sono la
conseguenza di una forte componente manuale.
La classifica degli incidenti e’ dunque guidata dai cuochi,
col 25% degli infortuni: l’anno scorso, tra alberghi e
ristoranti, sono state oltre 7.000 le vittime in questa
categoria professionale. Ben 6.100, poi, gli incidenti che nel
2003 hanno colpito operatori e impiegati; mentre 4.600 hanno
avuto come vittime camerieri ai piani degli alberghi o in sala
ristorante. L’11% degli infortuni (3.200) riguarda invece i
baristi. E, curiosita’, piu’ di 800 incidenti sono accaduti
davanti al forno di una pizzeria: piu’ vittime tra i pizzaioli,
dunque, che tra gli addetti alle pulizie, i facchini, i
portabagagli.
Dai dati dell’Inail, inoltre, emerge che piu’ della meta’
degli infortunati ha meno di 35 anni e quasi il 90% meno di 50.
Il 52%, poi, sono donne: su 29.901 incidenti, 15.546 hanno
riguardato il gentil sesso. Oltre il 13%, poi, ha interessato
lavoratori extracomunitari, sempre piu’ numerosi nel settore del
turismo.
Le cause e i danni sono molteplici. Dal classico
scivolone, alle ustioni, all’utilizzo non corretto di utensili o
elettrodomestici. In particolare, il 23% degli incidenti e’ da
attribuire alle cosiddette ‘superfici di transito’ di alberghi e
ristoranti; il 15% all’utilizzo di utensili e arnesi del
mestiere. Circa il 35% degli infortuni, poi, e’ a carico delle
mani, il 23% delle gambe, il 9,8% delle braccia o della colonna
vertebrale, il 9,5% della testa.

Quaranta sono mortali. Cuochi e camerieri tra i piu’ colpiti

Se l’estate costituisce un momento tradizionalmente d’oro per alberghi e
Ristoranti, si rileva spesso a rischio per chi vi lavora,
tra i tavoli o nelle cucine, il periodo di super attivita. Del resto, i dati dell’Inail
parlano chiaro: nel settore si verificano 30.000 infortuni
l’anno (29.901 nel 2003), di cui una quarantina mortali. Tra i
piu’ colpiti cuochi, camerieri e baristi. Ma anche i pizzaioli,
piu’ degli addetti alle pulizie o dei portabagagli. Il 52% delle
vittime, poi, e’ di sesso femminile; il 90% sotto i 50 anni.
Il fenomeno preoccupa. Anche se – sottolinea
l’Inail – il 2003 ha fatto registrare una leggera flessione. Gli
incidenti nelle 230.000 aziende italiane tra alberghi,
ristoranti, bar, campeggi, alloggi, mense e aziende per la
fornitura di pasti sono calati del 2,36%: 29.901 infortuni,
contro i 30.625 del 2002. Questo, spiegano gli esperti dell’
Inail, nonostante il settore stia conoscendo una forte
espansione. E’ infatti cresciuto sia il numero delle aziende
assicurate (+8% negli ultimi tre anni) sia quello degli addetti
(+12%, per un totale di 700.000 lavoratori). E alle aziende di
ristorazione tradizionale si vanno sempre piu’ affiancando
imprese specializzate nell’organizzazioni di eventi e nei
servizi di catering e banquetin. Il dato di alberghi e
ristoranti e’ comunque in linea con quello generale, che vede
complessivamente calare gli incidenti sul lavoro del 3,42% nel
2003.
I dati dell’Inail mettono in luce come i
maggiori pericoli si corrano tra i fornelli delle cucine; ma
anche nelle stanze d’albergo, in sala ristorante o dietro il
bancone di un bar. Tutte attivita’ – spiegano gli esperti dell’
Inail – in cui ferite, bruciature e contusioni sono la
conseguenza di una forte componente manuale.
La classifica degli incidenti e’ dunque guidata dai cuochi,
col 25% degli infortuni: l’anno scorso, tra alberghi e
ristoranti, sono state oltre 7.000 le vittime in questa
categoria professionale. Ben 6.100, poi, gli incidenti che nel
2003 hanno colpito operatori e impiegati; mentre 4.600 hanno
avuto come vittime camerieri ai piani degli alberghi o in sala
ristorante. L’11% degli infortuni (3.200) riguarda invece i
baristi. E, curiosita’, piu’ di 800 incidenti sono accaduti
davanti al forno di una pizzeria: piu’ vittime tra i pizzaioli,
dunque, che tra gli addetti alle pulizie, i facchini, i
portabagagli.
Dai dati dell’Inail, inoltre, emerge che piu’ della meta’
degli infortunati ha meno di 35 anni e quasi il 90% meno di 50.
Il 52%, poi, sono donne: su 29.901 incidenti, 15.546 hanno
riguardato il gentil sesso. Oltre il 13%, poi, ha interessato
lavoratori extracomunitari, sempre piu’ numerosi nel settore del turismo.
Le cause e i danni sono molteplici. Dal classico
scivolone, alle ustioni, all’utilizzo non corretto di utensili o
elettrodomestici. In particolare, il 23% degli incidenti e’ da
attribuire alle cosiddette ‘superfici di transito’ di alberghi e
ristoranti; il 15% all’utilizzo di utensili e arnesi del
mestiere. Circa il 35% degli infortuni, poi, e’ a carico delle
mani, il 23% delle gambe, il 9,8% delle braccia o della colonna
vertebrale, il 9,5% della testa.

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