sabato, 19 Settembre 2020

Sicurezza aerea, slittano le nuove norme Usa

Una trentina di dipendenti dell’aeroporto di Denver arrestati per irregolarità

Il Senato degli Stati Uniti sta discutendo se fare slittare la scadenza del 31 dicembre imposta agli aeroporti Usa per sottoporre tutti i bagagli ai nuovi controlli anti-bomba: una quarantina di scali, infatti, non sono in grado di installare per tempo i macchinari necessari. E’ un segnale in più che la sicurezza aerea continua a fare acqua in America: la sorveglianza è affidata a personale non
qualificato o non in regola, come dimostra l’arresto di una trentina di dipendenti dell’aerostazione di Denver; e il nuovo sistema radar del controllo aereo ha pecche che trovano conferma in un rapporto ufficiale. In base alla proposta, gli scali in ritardo, di cui non è stato diffuso l’elenco, non dovranno più essere pronti entro fine anno, ma dovranno impegnarsi a ‘sostanziali progressi nelle procedure’ ogni 30 giorni. La normativa introdotta prevede, inoltre, maggiori ispezioni per gli aerei cargo e un ulteriore contributo federale per la copertura assicurativa delle compagnie aeree. Sul fronte delle verifiche del personale addetto alla sicurezza aeroportuale, a Denver, in Colorado, un gran giurì ha accusato 110 dipendenti dell’aeroporto, scalo internazionale dove fa base la United Airlines, di avere fornito informazioni false, al fine di mantenere il loro impiego all’interno di aree protette. Nessuno degli accusati è sospettato di terrorismo. Una trentina, tra impiegati, tecnici, inservienti e
assistenti di volo, in genere lavoratori a tempo determinato immigrati, sono stati arrestati; gli altri lo saranno, se non si consegnano alle autorità. Ad aumentare le preoccupazioni, c’è, infine, un rapporto del Congresso, che conferma che il nuovo sistema di controllo del traffico aereo, costato 1,3 miliardi di dollari, ha un problema operativo da risolvere prima del varo ufficiale, all’inizio di novembre.

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