domenica, 13 Giugno 2021

Sindrome da classe turistica, possibile anche su voli brevi

Un nuovo studio britannico evidenzia l’incidenza della trombosi venosa profonda

Anche nei voli brevi i passeggeri possono essere a rischio della trombosi venosa profonda, la così detta sindrome della classe turistica. E’ quanto emerge da
uno studio condotto dall’Aviation Health Institute, un ente senza scopo di lucro dedicato alla tutela della salute dei passeggeri. Secondo la ricerca, i cui risultati sono pubblicati ieri dal quotidiano Daily Mail, uno su cinque dei passeggeri britannici morti per trombosi venosa aveva fatto un viaggio aereo di tre ore o meno. L’insorgere della Dvt è da attribuirsi, rilevano i ricercatori, più che alla durata del viaggio, all’immobilità delle gambe dei passeggeri durante il volo, alla compressione delle vene e alle condizioni climatiche delle cabine dove si è riscontrata riduzione di ossigeno ed aria secca. Gli esperti hanno analizzato i casi di 544 passeggeri britannici colpiti da trombosi venosa, 85 dei quali sono morti. Di questi 14 avevano compiuto viaggi brevi.

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