venerdì, 16 Aprile 2021

Stranieri a caccia dell’Italia meno conosciuta

Il nuovo trend emerge dagli operatori d’oltralpe che parteciperanno a TTG Incontri di Rimini

L’ Italia che piace sempre più agli stranieri è quella meno conosciuta e fuori dai circuiti ordinari, quella delle località meno battute, della Maremma toscana e dei piccoli centri del Veneto al posto delle classiche Firenze e Venezia. L’ Italia delle mete alternative, dei castelli, delle località termali, delle strutture agrituristiche e della buona cucina. Con due anni di crisi pesante alle spalle, l’ industria turistica italiana sonda le tendenze del mercato, i gusti e le richieste del mondo dei viaggi e delle vacanze. Una prima indicazione viene dalle interviste ad un gruppo dei
320 tour operator internazionali che il 10 e l’ 11 ottobre
parteciperanno alla terza edizione di TTI, workshop del turismo incoming, che come TTG Incontri, giunto alla quarantesima edizione, lascia Riva del Garda e approda per la prima volta alla Fiera di Rimini, la capitale delle vacanze che da quest’ anno diventa la ‘Cernobbio’ del turismo. Oltre a questi due eventi, Rimini ospiterà infatti il primo TTG Forum, cinque incontri fra imprenditori, economisti rappresentanti politici e istituzionali, due dei quali sono stati organizzati da TTG Italia in collaborazione con lo Studio Ambrosetti: tra gli ospiti attesi al Forum – presentato oggi a Roma – Innocenzo Cipolletta, presidente di Ubs Warburg e per 10 anni direttore generale di Confindustria. Rimini assume così sempre più il ruolo di ‘piazza Affari’ dell’ industria turistica italiana, anche grazie all’ acquisizione da parte di RiminiFiera spa della
quota di maggioranza di TTG Italia che era detenuta da Seat
Pagine Gialle. L’ Italia che invece non piace ai turisti stranieri è quella dei prezzi troppo alti e della stagionalità troppo breve, l’ Italia turistica abituata a lavorare soltanto in luglio e agosto. Soprattutto svizzeri e tedeschi, tra i più appassionati del BelPaese, lamentano un rincaro dei servizi a cui non corrisponde però un aumento della qualità, rimasta sostanzialmente la stessa. Ma anche gli americani mandano un segnale d’ allarme: ”I nostri clienti spendono in media in Italia 3.000 dollari a persona per un soggiorno di due settimane – spiega il presidente del canadese ‘Travel with Flair’ – L’ Italia resta una destinazione importante, ma negli ultimi due anni il numero dei nostri clienti è diminuito a causa della maggiore competitività delle altre mete mediterranee”. E’ il
prezzo, principalmente, a orientare le scelte e probabilmente ci sono anche i costi più contenuti alla base della tendenza dei turisti nordamericani ad esplorare ‘nuove’ province e zone d’ Italia, dai grandi laghi del nord alle coste della Puglia. La crisi economica e l’ incertezza della situazione internazionali hanno favorito sempre più un turismo ‘di prossimità’ in posti vicini ed economicamente convenienti.

News Correlate