lunedì, 18 Gennaio 2021

Sud est asiatico, gli operatori europei ottimisti sulla rinascita

Le partenze sono già riprese, specie nel nord Europa

Lo tsunami non ferma la voglia di vacanze esotiche: per molti europei del Nord, a lungo privati della luce e dei raggi solari, la catastrofe che ha devastato le spiagge dell’oceano indiano e’ infatti solo un evento casuale che non li indurra’ a rinunciare alle ferie invernali nel Sud-Est asiatico. ”Ci sono piu’ probabilita’ di aver un incidente stradale a Londra che di essere coinvolti in un maremoto”, dice una turista inglese imbarcandosi per la Thailandia all’aeroporto di Heathrow. La berlinese Heike Bluemmer, che partira’ in aprile per una vacanza con la sorella di tre anni, non ha alcuno scrupolo morale sulla partenza per una regione devastata da una catastrofe: ”Bisogna sempre ricordarsi che il popolo thailandese ha bisogno dell’industria del turismo”, afferma sottolineando di aver prenotato il viaggio il giorno dopo il cataclisma.
I pionieri delle ferie Thai sono gli svedesi. Gli scandinavi hanno iniziato infatti ad affollare il paese negli anni ’70 e lo scorso Natale hanno stabilito un record di presenze con 20 mila turisti, tra i quali le vittime del maremoto dovrebbero essere 1.900. In totale, 7.200 stranieri dovrebbero aver perso la vita nella disgrazia. Il turismo del Sud-Est asiatico pero’ ha gia’ superato le
crisi della Sars, dell’influenza aviaria e quella causata dall’attentato del 2002 sull’isola di Bali. I tour operator europei sono convinti che i turisti riprenderanno presto a viaggiare nella regione. E a sostenere la ripresa, come afferma il portavoce dell’organizzazione mondiale del turismo Rok Klancnik, potrebbero arrivare degli sconti e delle offerte sui pacchetti di viaggio proposti.

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