venerdì, 3 Febbraio 2023

Tariffe low cost, scontro diretto Fiavet-Ryanair

Tozzi non ha digerito la “ricetta” di O’Leary per salvare Alitalia

“Una vera e propria provocazione”. Così Antonio Tozzi, presidente Fiavet, riguardo alle dichiarazioni rilasciate dal ceo di Ryanair, Micheal O’ Leary sulla crisi di Alitalia. “Per risolvere l’intricata situazione della nostra Compagnia di bandiera O’ Leary non trova di meglio che suggerire di chiudere i contratti con le agenzie di viaggi e puntare tutto sulle vendite dei biglietti via Internet dimenticando che Alitalia l’unico vero provvedimento di taglio dei propri costi lo ha effettuato proprio nei confronti delle agenzie di viaggio che si sono viste quasi azzerare, con un preavviso irrisorio, le commissioni sulla vendita della biglietteria portate allo 0,9% per i biglietti nazionali e all’1% per quelli internazionali”
Ma l’attacco prosegue, e punta dritto sulle sbandierate tariffe low cost della compagnia irlandese. “Forse il sig. O’Leary ignora, o finge di ignorare, che la stragrande maggioranza dei 7,5 milioni di passeggeri che a fine anno, secondo le sue previsioni, avranno scelto di volare Ryanair lo avranno fatto scegliendo preventivamente, come loro interlocutore, un agente di viaggio che con grande pazienza avrà cercato tra le diverse proposte tariffarie di vettori sia tradizionali che low cost, l’araba fenice della tariffa ad un euro, tanto reclamizzata, ma con modalità che forse meriterebbero maggiore chiarezza per l’utente. Piuttosto è legittimo chiedersi come mai modalità di trasporto diverse come un viaggio in metropolitana e un viaggio aereo in Europa possano costare egualmente un solo euro”
Antonio Tozzi si chiede come possa Ryanair mettere sul mercato le sue tariffe stracciate. “Proviamo a dare alcune risposte – dice il presidente Fiavet -. Il vantaggio di operare con un regime fiscale come quello irlandese nel quale l’imposta sui redditi è del 13% rispetto a quello italiano in cui è quasi del 40%; le rotazioni degli aeromobili estremamente ravvicinate, forse troppo, vista la percentuale di mancata riconsegna dei bagagli all’arrivo, più alta rispetto alla media degli altri vettori; contratti con il personale ben diversi dalla media degli altri vettori; aiuti da parte di generosi gestori degli aeroporti sui quali atterrano questi voli; mettere un numero di poltrone del 20% più alto rispetto a quello di un altro concorrente, con il medesimo modello di aeromobile, con buona pace del confort di bordo. Queste sono alcune possibili risposte, attendiamo che Mr O’ Leary, se ce ne sono altre, abbia la compiacenza di comunicarcele”

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