venerdì, 18 Settembre 2020

Tassa soggiorno: sindaci divisi, no degli imprenditori

Paolini promette ricorsi: “La competenza sul turismo spetta alle Regioni”

Pareri contrapposti sulla nuova tassa di soggiorno, prevista come misura facoltativa dalla finanziaria per i non residenti che alloggiano in alberghi, campeggi, villaggi turistici e agriturismi. Secondo Enrico Paolini, coordinatore per il Turismo nella Conferenza delle Regioni, si tratta di una misura che “non sembra tenere conto del Titolo V della Costituzione”, là dove questa assegna la competenza del turismo alle Regioni, e che dunque è destinata “a generare ricorsi alla Corte Costituzionale”. Giudizi positivi arrivano invece dell’Associazione dei Comuni italiani. “Finalmente arriva il contributo di scopo”, commenta il presidente Anci e sindaco di Firenze Leonardo Domenici, richiamando però alla necessità della concertazione tra le categorie. L’importante è che non si tratti di una tassa di soggiorno vecchia maniera, precisa il delegato nazionale Anci per il turismo Antonio Centi. “Preferiamo chiamarla tassa di scopo – precisa – poiché riteniamo che debba essere destinata solo a ciò che può migliorare l’offerta per i visitatori, dalla manutenzione e pulizia della città ai servizi igienici, dai bus navetta al verde pubblico fino alla nettezza urbana”. Ma, aggiunge Centi, deve essere anche chiaro che si tratta di una misura facoltativa, e che ogni comune potrà scegliere se adottarla o meno. Anche se, ammette, un problema aperto è come far pagare un tributo analogo anche ai turisti pendolari, quelli che di solito usano i servizi pagati dai residenti senza portare molta ricchezza alla città. Ed è proprio su questo aspetto della norma che partono le bordate più pesanti. Dopo il presidente di Confturismo-Confcommercio, Bernabò Bocca, anche Jannotti Costanzo Pecci, presidente di Federturismo-Confindustria annuncia battaglia. Non si capisce perché, dice, a pagare per tutti debbano essere proprio gli alberghi e non i principali beneficiari del turismo ‘mordi e fuggi’, come venditori di souvenir, gelatai, tassisti e ristoratori. Divisi anche i sindaci. Così se Massimo Cacciari si dichiara possibilista per Venezia, Rosa Russo Jervolino da Napoli taglia corto con un “ci mancherebbe…”, visto che i turisti bisogna piuttosto lavorare per attirarli.

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