venerdì, 23 Aprile 2021

Terminata la conferenza su Cultura e Turismo, ora bisogna investire

Tra le proposte quella di creare a Roma una Borsa del turismo culturale

La cultura non e’ un costo ma un investimento: ne e’ convinto il vice sindaco di Bilbao, Ibon Areso, il quale, intervenendo alla giornata conclusiva della Terza Conferenza nazionale degli assessori alla cultura e al turismo, ha illustrato la riconversione compiuta negli ultimi anni dalla citta’, un tempo industriale, condannata al degrado, oggi citta’ di servizi e cultura. L’amministrazione sostenne per la realizzazione del Museo Guggheneim, fulcro della rinascita
della citta’, 133 milioni di euro. Gia’ nel primo anno di attivita’ l’incremento del Pil dei Paesi Baschi e’ stato di 144 milioni di euro; la somma investita dal municipio sara’ completamente ammortizzata – ha spiegato il vice sindaco – in
cinque anni attraverso i maggiori introiti delle imposte locali. Ma al centro dei tre giorni di confronto della Terza Conferenza, che ha preso il via a Roma il 10 febbraio, oltre alla necessita’ di investire in cultura e quindi di reperire nuove risorse, un altro tema si e’ imposto alla discussione: l’esigenza del turismo di fare sistema. Consenso unanime e’ stato espresso sulla necessita’ urgente della definizione di una cabina di regia nazionale che armonizzi le iniziative di promozione turistica sui mercati internazionali; grande attesa e attenzione e’ quindi rivolta al tavolo tecnico costituito a Palazzo Chigi fra Regioni e Stato. La stessa idea di costituire una rete ha portato alla proposta,
raccolta da Federculture, di costituire un’agenzia nazionale per sostenere, attraverso un organismo operativo, le capacita’ di reperimento di patrocini, sponsorizzazioni e finanziamenti da ridistribuire ai soggetti protagonisti di iniziative culturali. Altra novita’ emersa dalle nove sessioni tematiche di lavoro e’ stata quella di creare la prima Borsa Nazionale del Turismo Culturale, in programma a Roma nel 2006. L’iniziativa, che avra’ cadenza annuale, nasce con l’obiettivo di evitare l’attuale frammentazione degli investimenti in promozione delle citta’ d’arte e creare una occasione di scambio tra enti pubblici ed
operatori privati. E se il ministro per i Beni e le Attivita’ Culturali, Giuliano Urbani, ha chiesto un aiuto all’Anci, all’Upi e a Federculture, per la realizzazione di un Libro Bianco sulla condizione del patrimonio nazionale, per raddoppiare la spesa pubblica per la cultura, attualmente stimata allo 0,17% del Pil, molte altre sono state le proposte emerse nel corso della tre giorni di dibattito: dedicare una parte del canone televisivo o degli introiti pubblicitari a un fondo di sostegno e finanziamento delle attivita’ culturali; realizzare una legge di riforma del sistema dello spettacolo dal vivo per dare concreta attuazione al nuovo ruolo delle Regioni e ripristinare nel 2005 la consistenza del Fus, Fondo Unico per lo Spettacolo, riportandolo agli stessi livelli di finanziamento del 1998. Dal canto loro imprese, istituti finanziari e associazioni nazionali hanno manifestato la volonta’ di attivare sinergie nei
comparti della cultura e del turismo. Da Legambiente al Formez, dalla Siae all’ Agis,e’ giunta, infine, la disponibilita’ a una convergenza di sforzi in direzione di una nuova programmazione del territorio, centrata sulla compartecipazione a progetti duraturi di gestione.

News Correlate