martedì, 29 Settembre 2020

Touring Club, l’Europa continua a perdere terreno

Nel 2004 in calo sia le presenze straniere che la permanenza

L’anno scorso l’Italia ha perso un discreto numero di presenze di turisti stranieri e anche i tempi di permanenza sono in calo, ma e’ tutta l’Europa che fatica a mantenere il passo degli altri continenti. E’ quanto si legge nel libro bianco del Touring club italiano su ”Sviluppo sostenibile e competitivita’ nel settore turistico”. Secondo il rapporto del Tci, presentato ieri a Milano, nel
2020 l’area che avra’ aumentato maggiormente i suoi flussi turistici sara’ il Medio Oriente con un incremento annuo del 7,1%, seguita dall’Asia e dal Pacifico (+6,5%), dall’Africa (+5,5%) e dalle Americhe (+3,9%). Ultimo, il trend dell’Europa, che nei prossimi 15 anni crescerebbe solo del 3%, anche se dovrebbe mantenere di gran lunga il primato di arrivi internazionali in termini assoluti (circa 717 milioni). In questo quadro, l’Italia non sta benissimo: le stime sugli arrivi da gennaio a luglio dell’anno scorso indicano un trend in calo con 48 milioni di arrivi nei primi sette mesi, contro gli 82 milioni complessivi sia del 2002 e 2003. Ancora piu’ preoccupanti i dati sui tempi di permanenza, in crollo verticale, che confermano la caratteristica di un turismo sempre piu’ ‘mordi e fuggi’. Nei primi sette mesi del 2004 i giorni in media spesi in Italia sono stati 3,9, contro i 4,2 dei due anni precedenti, i 5,9 del 1985 e i 6,4 del 1980. In Italia, la scelta dei turisti cade comunque sempre piu’ sul mare e sulle citta’ d’arte: il 34% delle presenze si e’ concentrato nelle localita’ marine (contro il 30% del 1990), mentre il 22% (era il 17% nel 1990) ha scelto di visitare il vasto patrimonio artistico della penisola. In calo quindi le
scelte che puntano su montagna, lago e terme. Cio’ che invece tiene bene e’ l’occupazione nel settore. Secondo lo studio del Touring club, gli occupati in Italia sono passati da un milione e 853mila del 1996 ai due milioni e 274mila del 2002. Anche l’incidenza dell’industria turistica sul Prodotto interno lordo del Paese e’ stabile: esattamente l’11%.

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