martedì, 29 Settembre 2020

Traghetti italiani promossi dall’Aci

L’indagine Eurotest ha evidenziato che sono al di sopra della media europea

I traghetti che solcano i mari italiani sono sicuri, almeno nella stragrande maggioranza dei casi. Il dato che emerge dall’ultima indagine Eurotest, consorzio formato dall’ACI e dai maggiori Automobile Club europei. Sotto la lente d’ingrandimento sono passate in tutto 34 navi, otto delle quali operanti su rotte ‘italiane’, e i risultati sono incoraggianti: quasi il 77% dei traghetti sono stati valutati come ‘molto buoni’ o ‘buoni’ e sono quindi al di sopra della media. Otto, invece, sono stati giudicati ‘sufficienti’ o hanno avuto un giudizio negativo. Il vincitore del test, con il voto ‘molto buono’, è risultato il traghetto italiano Excelsior della compagnia Grandi Navi Veloci, che collega Palermo a Genova. Ma italiano è anche l’ultimo classificato: si tratta del Flaminia, che collega Olbia a Civitavecchia. Al secondo e terzo posto troviamo Sorolla e Superfast VI, che navigano rispettivamente tra Barcellona e Maiorca e fra Patrasso e Ancona. COME SONO STATI EFFETTUATI I TEST – Sono stati incaricati dei test esperti nautici indipendenti, riconosciuti a livello internazionale, di queste organizzazioni: Vereidigte Nautische Sachverständige (Amburgo), Independent Marine Cosultants & Surveyors (IMCS, Rotterdam), Nautical Commission to the Court of Commerce (Anversa) e Facultat de Nautica (Barcellona). Tra il 6 e il 19 marzo 2004 gli esperti sono saliti a bordo delle navi, inizialmente come turisti, ed hanno esaminato le condizioni della nave sulla base di una checklist, nonchè le dotazioni di sicurezza accessibili ai passeggeri. A seconda della rotta in questione gli esaminatori erano accompagnati da fotografi, giornalisti e una squadra tedesca per le riprese video del programma ‘ZDF reporter’. Dopo il primo test in incognito, il team si presentava al capitano, ispezionava i documenti della nave, verificava i risultati del test, ispezionava le dotazioni che era quasi impossibile esaminare in incognito, chiariva qualsiasi aspetto poco chiaro e discuteva delle manchevolezze riscontrate. Inoltre, ogni volta che questo era possibile, il test team faceva svolgere varie esercitazioni per verificare la velocità di risposta delle squadre antincendio, ispezionava la sala motori e faceva attivare i generatori e le pompe di emergenza.

News Correlate