sabato, 12 Giugno 2021

Trasporti, Rodotà frena su invio dati passeggeri ad autorità Usa

Nella lettera alle autorità europee, il garante chiede tempo per disciplinare la materia

L’accesso da parte del Servizio immigrazione americano alle banche dati delle compagnie aeree, che dovrebbe partire oggi, deve essere rinviato per consentire di affrontare i problemi relativi alla tutela della privacy. E’ questa la richiesta del presidente del gruppo dei garanti europei, Stefano Rodotà, contenuta nella lettera inviata alle massime autorità europee. Nella missiva – indirizzata al presidente della Commissione Ue Romano Prodi, a quello del Parlamento europeo Pat Cox, al presidente di turno dell’Ue Costas Simitis e a Jorge Hernandez Mollar, presidente della Commissione delle libertà e dei diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni – Rodotà sottolinea che non è il caso di accelerare i tempi vista la delicatezza della questione, anche se riconosce come l’accordo abbia preso in considerazione alcuni dei rilievi contenuti nel parere del Gruppo Articolo 29 (il comitato dei garanti europei) inviato lo scorso 24 ottobre. Rodotà aggiunge poi che i garanti europei, direttamente chiamati in causa quindici giorni fa, potranno occuparsi della questione non prima della riunione in programma per il 20-21 marzo. ”Le autorità nazionali di protezione dei dati personali e le autorità giudiziarie degli Stati membri – scrive tra l’altro Rodotà entrando nel merito dell’accordo – non sono in realtà libere di applicare o meno le leggi nazionali in base a considerazioni di semplice opportunità, e non è stato ancora rappresentato come il Joint Statement possa offrire una valida base legale per giustificare un’eccezione”. Inoltre, aggiunge, le compagnie aeree sono tenute all’applicazione delle norme sulla privacy. ”Vi è quindi il rischio – avverte Rodotà – che l’accelerazione impressa” a questo tema possa portare a denunce da parte dei cittadini che si ritenessero lesi dalla trasmissione dei dati personali: ”Concepito per semplificare i rapporti tra Ue e Usa – conclude – il Joint Statement rischierebbe così di essere all’origine di nuovi e più evidenti conflitti”. Da scartare, secondo il presidente dei garanti europei, è anche la soluzione transitoria della raccolta del consenso da parte dei passeggeri, anche perché ci vorrebbe comunque ”un congruo periodo per le compagnie aeree per predisporre ed attuare efficaci procedure informative dei passeggeri. Poiché – conclude quindi Rodotà – non si ha notizia di fattori insuperabili che ostino a un differimento del termine del 5 marzo 2003, rivolgo il sentito invito affinché le autorità comunitarie rappresentino a quelle statunitensi l’esigenza di un ulteriore differimento del medesimo termine del
5 marzo, per il tempo necessario a una rapida procedura formale ai sensi della direttiva, o quantomeno, a permettere al Working Group di valutare la questione anche nella prossima riunione del 20-21 marzo 2003”. All’allarme lanciato da Rodotà si è subito unito Pietro Folena (DS) che, con un interrogazione al Governo, ha chiesto di preservare i dati personali e la privacy dei passeggeri italiani:”Quali misure intenda attuare il governo per salvaguardare la riservatezza dei dati sensibili dei cittadini italiani e in particolare se il Ministro dei Trasporti intenda disporre, per la compagnia Alitalia e le altre compagnie aeree nazionali, il divieto di trasmettere i dati suddetti al governo degli USA”. ”Mi pare che con il pretesto della lotta al terrorismo internazionale – ha aggiunto Folena – si tenda a ridurre gli spazi di libertà e di privacy dei comuni cittadini. Mi chiedo cosa c’entri con tale lotta l’acquisizione di informazioni riguardo agli acquisti, alle preferenze alimentari, ai viaggi dei cittadini europei”. ”A meno che il governo Usa non creda che chi non mangia carne di maiale e si reca nei Paesi arabi, magari per vacanza, sia solo per questo un terrorista”.

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