giovedì, 25 Febbraio 2021

Trasporto aereo, 2003 nerissimo fra Iraq e Sars

Continuano tagli al personale e calo dei ricavi. Persi 40 mila posti di lavoro

Ancora tagli al personale e riduzione dei voli per salvare il salvabile. Lo scontro tra l’Alitalia e i suoi assistenti di volo a colpi di certificati medici è solo l’ultimo episodio di un periodo più che difficile per le compagnie aeree di tutto il mondo. Il 2003 si sta rivelando infatti un altro anno terribile per il trasporto aereo che, ancora malfermo per le conseguenze dell’11 settembre, si è trovato ad affrontare il conflitto in Iraq e la polmonite atipica. L’abbondanza di metal detector, raggi x sui bagagli e controlli medici non rassicurano a sufficienza i viaggiatori e così le compagnie vedono scendere i propri ricavi e continuano a ridurre, dolorosamente, i costi. I ricavi per passeggeri trasportati delle compagnie aeree europee sono scesi significativamente nei primi tre mesi del 2003 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Guida la non invidiabile classifica la Lufthansa (-12,5%), seguita da Klm (-10,0%), Sas (-8,8%), Alitalia (-7,5%), Iberia (-7,5%), British
Airways (-7,4%). Chiude l’Air France con il -2,3%. Non si arresta neppure l’emorragia di posti di lavoro, con una accelerazione dalla metà di marzo, a ridosso della guerra in Iraq, che colpisce compagnie grandi e piccole da un capo
all’altro del pianeta. Nel lungo elenco ci sono i grandi colossi americani come la American Airlines, la prima compagnia al mondo, che annuncia un taglio complessivo pari a settemila dipendenti, o la Delta, terza compagnia a stelle e strisce, che annuncia un ulteriore taglio al proprio organico per 3.000 unità. E ancora la Northwest annuncia che farà a meno di 4.900 lavoratori e la Continental conferma che ci saranno 5.500 licenziamenti in futuro. Sempre negli Usa l’American Airlines si e’ fermata ad un passo dal fallimento e dall’amministrazione controllata con il Chapter 11. Situazione nella quale, invece, si trova ancora la United Airlines, mentre la Us Airways ne e’ uscita all’inizio di aprile. Non va meglio alla compagnia canadese: la Air Canada annuncia 3.600 esuberi. Sono invece mille i lavoratori considerati di troppo dalla australiana Qantas e si annunciano tagli per 3.600 unità anche nella giapponese Jas. La situazione non migliora nel vecchio continente. La British
Airways decide di accelerare i licenziamenti per 3 mila dipendenti. La scandinava Sas annuncia 4.000 esuberi, mentre la finlandese Finnair ne ha mille. La Swiss annuncia il futuro licenziamento di 700 dipendenti. E ancora l’olandese Klm rende noto che ha al suo interno almeno 3.000 lavoratori in più. Quasi tutte le riduzioni di organico si accompagnano a tagli nella capacità operativa con la riduzione del numero dei voli e del numero degli aerei effettivamente in servizio. In termini di capacità: 20% in meno per la Singapore Airlines da marzo, 10% in meno per la Delta da aprile, 7% in meno per la Klm da maggio, 7% in meno per la American Airlines da aprile, 20% in meno per Quantas da fine marzo. Ecco i tagli di organico annunciati o realizzati dalle maggiori compagnie aeree dall’inizio dell’anno:
SWISS 700, JAS 3.600, CONTINENTAL 5.500, AIR CANADA 3.600, FINNAIR 1.200, BRITISH AIRWAYS 3.000, QANTAS 1.000, NORTHWEST 4.900, SAS 4.000, DELTA, 3.000
AMERICAN AIRLINES 7.000, KLM 3.000, per un totale di 40.500.

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