mercoledì, 23 Giugno 2021

Trasporto aereo, American Airlines verso il fallimento

Riemerge invece Us Airways, mentre la United trova accordo con i piloti

Fine settimana a due facce per il mondo del trasporto aereo statunitense. Mentre American Airlines, la prima società del settore, viene data in procinto di richiedere l’amministrazione controllata già nelle prossime ore, Us Airways si appresta a festeggiare l’uscita dalla bancarotta e United Airlines accoglie con soddisfazione l’intesa preliminare raggiunta con i propri piloti sul costo del lavoro. In casa American Airlines – secondo quanto riferito al New York Times da due banchieri – è iniziata una corsa contro il tempo per evitare il rischio di un fallimento (prevedibilmente il più corposo nella storia dell’aviazione e superiore a quello di United Airlines dello scorso dicembre), il quale potrebbe divenire realtà nelle prime ore della prossima settimana. Nonostante l’azienda stia lavorando duramente con le organizzazioni sindacali per tagliare le spese legate al costo del lavoro, le fonti raccolte dal Nyt spiegano come American Airlines sia già operativa per ottenere 1,5 miliardi di dollari in finanziamenti da diversi istituti bancari (segnatamente Citibank, Jp Morgan Chase e Cit Group) per tenere aperti i servizi durante una amministrazione controllata. Di tutt’altro umore – nonostante, ieri, sia stata l’ultima azienda dei cieli a tagliare alcuni voli a causa della guerra in Iraq – Us Airways: dopo sette mesi di bancarotta la compagnia aerea riemergerà dal baratro in cui era finita nello scorso settembre. Quella che si ripresenterà sul mercato sarà un’azienda totalmente rinnovata. Sesto vettore statunitense, Us Airways privilegerà rotte più vicine (riducendo le attività transatlantiche) puntando a ritagliarsi un ruolo di spicco tra le compagnie cosiddette ‘regionali’. Dal tragico settembre 2001 ad oggi, Us Airways ha visto scendere la propria forza lavoro da 46.579 unità a 29.647 e la propria flotta passare da 417 aerei a 280 mentre dall’agosto 2002, inizio della bancarotta, il debito è sceso da 10,65 miliardi di dollari a 8,05 miliardi di dollari. Sulla pagina delle notizie sostanzialmente positive, infine, mette la propria firma, per una volta, anche United Airlines. Detentrice della bancarotta più ingente nella storia del volo, la società di Chicago ha raggiunto un accordo preliminare (che dovrebbe essere ratificato il prossimo 11 aprile) con le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei propri piloti al fine di abbattere parte delle spese legate al costo del lavoro. L’intesa prospettata con i piloti prevede una nuova
riformulazione del contratto di lavoro su una base di sei anni destinato a garantire all’azienda un risparmio di 1,1 miliardi di dollari all’anno.

News Correlate