sabato, 4 Dicembre 2021

Trasporto aereo, l’Ibar chiede chiarezza sulle tariffe aeroportuali

Al centro dell’incontro con l’Enac anche l’addizionale sicurezza

L’Ibar, l’associazione che raduna le 78 compagnie che operano in Italia, torna a chiedere una veloce definizione di tariffe per i servizi aeroportuali e la soluzione del nodo dell’addizionale sicurezza che i passeggeri pagano sui biglietti aerei. Oggi l’associazione dei 78 vettori ha infatti incontrato i vertici dell’Enac per sollecitarli ”a una maggiore vigilanza” ha detto al termine della riunione il presidente, Ignazio Strano. Nel ricordare che in 5 anni non e’ entrato in vigore alcun contratto di programma – contratto che deve essere negoziato per ogni aeroporto tra Enac e gestore, per fissare i corrispettivi per i servizi forniti dal gestore ed i relativi livelli qualitativi – tranne uno, Strano ha sottolineato ”che non e’ piu’ possibile perdere tempo”. ”Il presidente dell’Enac ha assicurato che si concentrera’
sulle questioni della liberalizzazione, della riduzione dei costi e della maggiore efficienza del sistema aeroportuale. Restiamo ora in attesa di passi concreti” ha aggiunto Strano che, nel corso dell’incontro ha ribadito che la legge del 31 marzo scorso sull’addizionale comunale finalizzata in parte a
finanziare misure volte alla prevenzione e al contrasto della criminalita’ e al potenziamento della sicurezza nelle principali stazioni ferroviarie e’ ”inaccettabile”. L’Ibar ha quindi chiesto all’Enac di farsi garante presso il Ministero dei Trasporti affinche’ vengano tenuti in considerazione i tempi
tecnici necessari, almeno 20 giorni, per dare un congruo preavviso alla Iata affinche’ aggiorni i sistemi di prenotazione elettronica e consenta alle agenzie di viaggio di emettere biglietti con i nuovi importi.

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