lunedì, 30 Gennaio 2023

Turchia, boom degli itinerari biblici

Dal Monte Ararat alle chiese dell’Apocalisse si moltiplicano i turisti europei

Sono sempre di più i turisti europei che giungono in Turchia alla ricerca dei luoghi di memoria biblica, luoghi resi immortali da scritture e leggende legate al Vecchio o al Nuovo testamento, dato anche che l’attuale Turchia, prima dell’arrivo della diffusione dell’Islam da parte dei turchi, fu uno dei primi centri di sviluppo del cristianesimo. L’itinerario ideale, che si può comodamente e senza pericoli compiere sia in auto sia in pullman (quelli turchi sono ultramoderni e dotati di ogni conforto e suppliscono ad una praticamente inesistente rete ferroviaria), parte dal Monte Ararat all’estremità orientale della Turchia quasi ai confini con l’Armenia e con l’Iran, passa per la regione a maggioranza curda ricca di vestigia paleocristiane e per i luoghi
mediterranei legati alla vita e alle peregrinazioni dell’apostolo Paolo per concludersi con la visita delle 6 delle 7 chiese dell’Apocalisse di Giovanni ed alla casa dove si dice sia morta la madre di Gesù, Maria. Monte Ararat: la fama di questo monte sempre coperto di neve è legata all’Antico testamento (Genesi 8,4) in cui si afferma che fu proprio qui che tocco terra l’Arca di Noè dopo il ”Diluvio Universale”. Un racconto che si trova anche in fonti sumere del III millennio a.C. e nel poema epico assiro- babilonese Gilgamesch della fine del II millennio a. C. e che comunque anche i musulmani hanno ripreso dalla bibbia giudaica. Da 150 anni giungono periodicamente notizie di supposti avvistamenti della famosa Arca, che tuttavia mancano di valide prove. Dal 1985 sono in corso ricerche rese finora vane non solo dal tempo trascorso, ma anche dal fatto che – secondo alcuni studiosi – la vicenda del ”diluvio” potrebbe essersi svolta più a sud. Sul monte, la cui vetta raggiunge i 5.137 metri, si possono compiere escursioni a varie quote curate dal Club alpino turco.
Regione Curda: Scendendo da Van verso il mediterraneo si passa per Diyarbakir, dove c’è una grande Chiesa della Vergine Maria e per Mardin dove è ancora attivo un monastero siriaco- giacobita, quello di Deyrulzaferan. A Sanli Urfa, la città delle antiche medrese (scuole coraniche) si può visitare la grotta dove si dice sia nato il profeta Abramo e quella del profeta Eyyub. Cinquanta chilometri a sud si trova il villaggio di Harram dove – secondo l’Antico testamento – sarebbe vissuto lo stesso Abramo. Antiochia: Da Sanli Urfa, attraverso Gaziantep, si può raggiungere Antiochia (oggi Antakya), che oltre ad essere stata nel II secolo a.C. la seconda città mediterranea dopo Roma, ha rivestito un posto importante nella storia del primo Cristianesimo, dato che fu la prima tappa dei viaggi di evangelizzazione dell’apostolo Paolo. Tanto che ad Antiochia per la prima volta fu usato il nome di ”cristiani” (Atti degli Apostoli 11,26). Il museo archeologico di Antiochia è famoso, oltre che per i reperti paleocristiani, anche per i suoi 50 splendidi mosaici romani di soggetto mitologico. Da Antiochia, seguendo la costa mediterranea, si può giungere a Tarso, dove nacque San Paolo e dove si può visitare casa dove si suppone sia nato. Cappadocia: Da Tarso e dalla vicina Mersin, dove c’è un’attiva parrocchia cristiana, conviene fare un’escursione all’interno verso la Cappadocia, la regione che (oltre alle famose piramidi coniche di tufo bianco sormontate da una bizzarra ‘cappella’ di basalto nero, frutto di una caratteristica erosione) fu area di afflusso e rifugio per le prime comunità di credenti cristiane.
Queste vi fondarono monasteri, chiese e insediamenti rupestri e sotterranei scavati nella roccia e sono sopravvissute fino nel pieno dell’epoca musulmana, e cioè fino al XVI secolo. Famoso è l’insediamento di Derinkuyu, una vera cittadina sotterranea che scende fino a 55 metri di profondità. A ridosso del villaggio di Goreme c’è una valle con molte chiese rupestri ricche di affreschi bizantini, purtroppo danneggiati. Licia: Dalla Cappadocia è possibile tornare sul mediterraneo per visitare la costa licia, ricchissima di resti romani e cristiani. A Silifke c’è una basilica dedicata alla prima santa, Tecla. Risalendo lungo la costa si incontrano poi
Side, Silion e Perge che furono altrettanti centri episcopali. Poi, lungo una strada disseminata di spiagge e insenature, si incontra Myra, che fu in passato capitale regionale e città natale del santo Nicola, che di Myra era vescovo nel 61 d,C. quando l’apostolo Paolo vi passò in viaggio verso Roma. La basilica medioevale di San Nicola si trova a Kale e contiene sarcofagi del II e III secolo e interessanti affreschi. Le Chiese dell’Apocalisse: Risalendo ancora verso nord- ovest si incontra una serie di chiese importanti per la storia
del cristianesimo. Nei pressi di Pamukkale, celebre per le sue bianche terrazze calcaree e per le cascate di travertino bianco, create da sorgenti di acqua calda ricca di carbonato di calcio, si trova la basilica ottagonale sorta nel luogo dove avvenne il martirio del santo Filippo. Poco distante a Laodicea c’è una delle 7 chiese citate dall’evangelista Giovanni nell’Apocalisse. Basta spostarsi di pochi chilometri e si trovane le altre: ad
Alashehir (Filadelfia) anch’essa citata da Giovanni, e poi le altre a Thyatira (oggi Akhisar), Sardis (oggi Sart), Pergamo (oggi Bergama) e Smirne (oggi Izmir). A sud di Izmir, nei pressi della splendida città romana di Efeso, si trova poi una chiesetta bizantina del I secolo che, secondo la tradizione fondata sulle visioni di una monaca agostiniana tedesca del ‘700, Katherina Emmerich, sarebbe sorta sulla casa che fu l’ultima dimora della vergine Maria.

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