domenica, 28 Novembre 2021

Turismo Incentive verso l’industria degli eventi

“Back to business” puntando sul valore aggiunto dei servizi

“Back to business”. Così Danilo Taino, giornalista economico del Corriere della Sera e moderatore dell’incontro, ha incisivamente sintetizzato il tema del Terzo Forum Internazionale sul Sistema Turismo, che si è tenuto ieri, martedì 17 febbraio 2004, al PalaBit: “Dove va il turismo incentive: il mercato internazionale, le tendenze e le strategie vincenti”.
Mentre nelle due edizioni precedenti si era focalizzato sui grandi trend sociologici, con Jeremy Rifkin e Robert Mundell, quest’anno il Forum mirava infatti a proporre agli operatori proposte concrete per rispondere alla continua evoluzione del Sistema Turismo. Protagonisti dell’incontro due tra i massimi esperti del settore: Roger A. Harvey, Chairman di ITMA – Incentive Travel & Meetings Association, e Pádraic Gilligan, Key Representative di SITE International – The Society of Incentive and Travel Executives.
Pádraic Gilligan ha presentato i risultati di una ricerca condotta da SITE International su un campione di 500 corporate buyer USA. Ricerca che ha messo in luce dati molto positivi: il 64% di queste, infatti, ha in previsione viaggi incentive internazionali. E l’Italia rimane tra le cinque mete preferite. I dati medi: circa 7 notti la durata, 334 il numero di passeggeri. E le tendenze? “Il trend principale va verso la disintermediazione – puntualizza Gilligan. – il corporate procurement si affermerà sempre più anche nel turismo incentive, e gli operatori dovranno trasformarsi da intermediari in partner delle aziende. Il Sistema Turismo dovrà anche offrire al cliente maggior valore aggiunto e soluzioni più personalizzate, per rispondere ad alcune persistenti incertezze come il dollaro debole. Ma gli indicatori economici sono complessivamente positivi.”
Harvey ha analizzato le tendenze del mondo incentive nei paesi UE e, in particolare, in Gran Bretagna. “Nel 2001 nel Regno Unito il turismo incentive, con una quota del 31,7% del mercato, ha superato per la prima volta quello d’evasione con il 29%” – ha dichiarato Harvey – e si prevede che nel 2010 la spesa dei turisti incentive raggiungerà il 45% del totale. Non solo: il 40% dei viaggiatori business ritorna poi sulla destinazione per un viaggio privato.” Harvey ha sottolineato che il turismo incentive presenta un minore impatto e genera maggiore ritorno degli investimenti sull’intera catena del valore. “Per questo parliamo oggi di industria degli eventi – conclude. – Si parla di una spesa media per delegato di 343 dollari al giorno, e di 1,1 milioni di dollari per meeting. Un valore che deve essere tradotto in ogni componente della supply chain: l’incentive house deve diventare un assemblatore di servizi”.

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