lunedì, 25 Gennaio 2021

Ue, Alitalia e Governo tentano l’ultima carta per chiudere il dossier in tempi brevi

Con tempi lunghi il rischio è grosso, ma mancano le garanzie bancarie chieste da Barrot

Il governo italiano gioca l’ultima
carta con la Commissione europea per cercare di scongiurare fino
all’ultimo l’apertura di un’indagine approfondita sul dossier
Alitalia. Per difendere le ragioni della compagnia italiana sono a
a Bruxelles Domenico Siniscalco, ministro del Tesoro e azionista della compagnia, e quello dei Trasporti, Pietro Lunardi. Con loro il presidente ed amministratore delegato dell’aviolinea, Giancarlo Cimoli, che illustrera’ al
commissario europeo, Jaques Barrot, i contenuti e le strategie del suo piano industriale.
Obiettivo prioritario della delegazione sara’ fare di tutto per evitare, fino all’ultimo, che la Commissione decida l’apertura di un’indagine sul caso della compagnia italiana perche’ cio’ potrebbe mettere a rischio il lavoro svolto fino ad ora per salvarla e rilanciarla sul mercato. Alitalia, ripetono da tempo i vertici dell’azienda, ha il fiato corto e ogni ostacolo sulla via del suo rilancio rischia di avere conseguenze superiori a quelle preventivate. Le giuste prerogative della Commissione, che ha il diritto-dovere di indagare sull’esistenza di aiuti di Stato, rischiano insomma di protrarsi troppo a lungo
e di richiedere tempi incompatibili con l’urgenza che ha Cimoli di rimettere in ordine l’azienda.
Per questo, il secondo obiettivo che la delegazione italiana cerchera’ di ottenere domani sara’ almeno l’assicurazione che, se proprio un’indagine dovra’ essere aperta, nonostante i chiarimenti forniti fino ad ora dall’Italia, questa sia almeno veloce. L’Italia, insomma, potrebbe chiedere al commissario Barrot che la decisione di apertura dell’indagine contenga un impegno formale a farlo in tempi brevi e compatibili con quelli di una necessaria ricapitalizzazione. La necessita’ numero uno di Cimoli, ricordano infatti fonti aziendali, resta quella di varare l’operazione di aumento del capitale della compagnia al massimo entro giugno.
Tra i documenti che la delegazione italiana portera’ a Bruxelles, per illustrare le finalita’ del piano, non ci saranno invece quelle garanzie bancarie chieste da Barrot per assicurare un si’ della Commissione sull’aumento di capitale, cosi’ come e’ successo in occasione della precedente operazione di ricapitalizzazione. E cio’, fanno notare fonti vicine al dossier Alitalia, e’ ”conseguenza stessa del mancato ok comunitario al piano Cimoli”. Insomma, fino a quando la Commissione non dara’ l’ok al piano e quindi all’ingresso di Fintecna in Alitalia Service, Alitalia Fly non potra’ essere ricapitalizzata. Di
conseguenza, fino a quando non ci sara’ l’autorizzazione comunitaria al piano Az Service, Alitalia Fly non sara’ in condizione di chiedere sul mercato liquidita’ e le banche non saranno in condizione di fornire alcuna garanzia in questo
senso. L’obiettivo finale, insomma, sara’ quello di tentare fino all’ultimo, prima cioe’ che si riuniscano i capi di gabinetto dell’ue per decidere l’avvio formale dell’indagine, di convincere Bruxelles che la vicenda della tormentata compagnia italiana sta correndo in queste ore il rischio di avvitarsi
definitivamente.

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