lunedì, 8 Marzo 2021

Ue-Cina, porte aperte ai turisti cinesi

L’accordo sottoscritto ieri sblocca il mercato più interessante

Nei prossimi dieci anni l’ Italia potrebbe attirare una massa di decine di milioni di turisti provenienti dalla Cina. A gettare le basi di questa ottimistica previsione è stato l’ accordo firmato oggi a Pechino dai rappresentanti dell’Unione Europea e da quelli del Governo cinese. Alla presenza del premier, Silvio Berlusconi, nella veste di presidente di turno del Consiglio Ue e del primo ministro cinese Wen Jiabao, è stato sottoscritto l’ accordo che consentirà ai
gruppi turistici cinesi di avere il permesso di uscire dal paese per recarsi in visita negli stati dell’ Unione Europea.
Tecnicamente, in base all’ accordo, l’ Ue sarà considerata a
tutti gli effetti dalla Cina una destinazione Ads (Authorized
Destination Status) e consentirà ai tour operator attivi in
Cina con licenza governativa di portare il loro clienti nei
paesi ai quali è stato attribuito questo particolare status. Secondo le previsioni dell’Organizzazione Mondiale per il
Turismo, entro il 2010 più di cento milioni di cinesi
effettueranno viaggi all’ estero e secondo alcune stime circa il 30% di questi turisti sarebbe interessato a visitare l’ Europa. Oggi, in occasione del vertice Ue-Cina, è stato firmato anche un accordo che consentirà a Pechino di partecipare al progetto europeo Galileo per lo sviluppo di un sistema di navigazione satellitare alternativo al gps statunitense. L’ intesa prevede che la Cina partecipi alle attività di sviluppo e al finanziamento del progetto che dovrebbe diventare operativo nel 2008. L’ importanza dell’ accordo relativo al progetto Galileo è stata sottolineata sia da Berlusconi e sia da Prodi, il quale in particolare ha messo in evidenza che in questo caso tra Ue e Cina è stata instaurata una partnership alla pari, dando vita ad una collaborazione in un settore tecnologicamente molto delicato.
Nel corso del vertice bilaterale è stato anche stabilito che
tra Ue e Cina sarà sviluppato un dialogo nel campo della
politica industriale.

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