lunedì, 30 Gennaio 2023

Ue, mai più casi Flash Air

Lista nera delle compagnie a rischio nella nuova direttiva

L’Europa punta alla creazione di una ”lista nera” delle compagnie che utilizzano aerei poco affidabili nei cieli dell’Ue. E’ lo fa attraverso una direttiva in elaborazione da anni ma che potrebbe trovare il varo definitivo sull’onda dell’emozione creata dal disastro dell’aereo inabissatosi nel Mar Rosso. Sono infatti catastrofi di questo tipo che periodicamente riportano all’ordine del giorno a Bruxelles il tema della sicurezza aerea che è stato per ora affrontato con un’altra direttiva e con l’istituzione di una neonata agenzia. Attualmente, fanno notare a Bruxelles, il controllo sulla sicurezza degli aerei è affidata alle autorità nazionali e sulla base delle norme dell’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile (Icao) ma è in arrivo una direttiva europea che obbligherà gli stati dell’Ue a scambiarsi informazioni su compagnie con carenze dal punto di vista tecnico. Una sorta di lista nera accompagnata da altre disposizioni in elaborazione a livello di Consiglio dei ministri dell’Ue ed Europarlamento. Il testo della direttiva (una sorta di legislazione europea a cui tutti gli stati dell’Ue dovranno conformare le proprie normative) era stato proposto dalla Commissione sulla spinta dell’emozione creata da un’altra catastrofe ‘europea’: la tragedia di un charter turco inabissatosi nel febbraio 1996 al largo delle coste della Repubblica dominicana nel Mar dei Caraibi, causando la morte di 176 persone, soprattutto turisti tedeschi. Con un ritardo che qualcuno dovrà spiegare, un’adozione è prevista ora ”nelle prossime settimane” anche se non è escluso che la procedura di approvazione possa durare ancora mesi. Il progetto di legge comunitaria punta ad imporre controlli
rigorosi sugli aerei di paesi terzi che utilizzano, in arrivo o in partenza, gli aeroporti comunitari. Vengono richiesti scambi di informazioni tra i vari paesi Ue e la Commissione su questi aerei che verrebbero in sostanza iscritti in una sorta di lista evitando situazioni simili a quella degli allarmi svizzeri emersi solo troppo tardi. Qualora si accerti che questi aerei-trabiccoli non rispettano gli standard di sicurezza internazionali, l’autorità competente incaricata dell’ispezione è obbligata a bloccare il velivolo a terra. Nel testo si chiede anche alla Commissione di istituire un regolare sistema di sorveglianza degli aeromobili. Inoltre l’esecutivo Ue viene anche autorizzato a limitare le attività di uno specifico vettore o di più vettori di un paese non Ue.
L’Europa è considerata ancora un’isola felice nel mondo
dell’insicurezza aerea: sebbene sviluppi un terzo del traffico globale, in Europa avvengono solo un decimo di tutti gli incidenti. Procedure di indagine armonizzate che garantiscono l’indipendenza delle autorità nazionali ma anche lo scambio di informazioni erano state introdotte con una direttiva (la 94/56) e per anni si è cercato di dotare l’Ue di un’agenzia simile alla federal aviation administration (Faa) americana. Il risultato degli sforzi è stata la creazione della ”European agency for aviation safety” la cui sede, come stabilito solo dal Vertice Ue del dicembre scorso, è Colonia (Germania): il suo scopo, per ora, è quello di assistere il legislatore europeo nello sviluppo di regole comuni per la certificazione di prodotti aeronautici e l’approvazione dell’organizzazione e del personale impegnato nella manutenzione degli aerei.

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