domenica, 27 Settembre 2020

Ue-Usa: Privacy, il Gruppo dei Garanti spinge per il ricorso

Appello di Rodotà alle compagnie per limitare la raccolta dati

I vertici del Gruppo dei garanti per la privacy, il presidente entrante Peter Schaar e quello uscente, Stefano Rodotà, hanno espresso oggi il loro appoggio
alla richiesta di adire la Corte di giustizia sul controverso accordo anti-terrorismo fra Ue e Usa per il trasferimento dei dati personali dei passeggeri dei voli transatlantici alle autorità statunitensi. Il tedesco Schaar, in una conferenza stampa a Bruxelles con il presidente dell’Autorità garante italiana per la tutela dei dati personali, Rodotà, ha anche esortato le compagnie aeree a limitare la raccolta dei dati e ha preannunciato proposte per tutelare il diritto alla privacy (su un software che filtri i dati da passare agli Usa e sull’informazione che va data ai passeggeri). ”Condividiamo l’opinione del Parlamento di investire la Corte di giustizia”, ha detto Rodotà ricordando che – in linea con ”l’ atteggiamento critico” espresso dal comitato che riunisce le autorità di protezione dei dati personali dei Paesi Ue – l’europarlamento ha chiesto al suo presidente, Pat Cox, ”di portare alla Corte di giustizia il problema della legalità del’accordo fra l’Unione europea e l’amministrazione
americana”. L’intesa, come noto, ”permette il trasferimento dei dati dei passeggeri aerei che vanno dall’Europa all’america” (criticata e’ la raccolta soprattutto di e-mail, numeri di telefono, numero di carta credito, preferenze di menu’). Schaar ha valutato ”probabile” che vi sia questo ricorso che, ha sottolineato Rodotà, lascia trasferire ”troppi dati” e non concede agli europei ”quasi nessuna garanzia”: lo stesso testo dell’accordo, ha ricordato, ammette che gli impegni assunti dagli Usa ”non fanno nascere alcun diritto a favore dei passeggeri”. ”Ci sarà una piena discrezionalità dell’amministrazione americana”, ha insistito Rodotà, e ”non consentiranno di andare davanti ai giudici americani anche se ci saranno presunte violazioni”.
Schaar ha consigliato alle compagnie aeree di non cedere alla pressione americana di raccogliere tutti i dati compresi nell’accordo varato il mese scorso: ”le compagnie non sono obbligate a raccogliere più dati di quanto hanno bisogno”, ha detto il presidente del comitato dei garanti, ”suggerirei alle compagnie di raccogliere solo i dati di cui hanno veramente bisogno”. Schaar inoltre ha preannunciato che, da parte del Gruppo dei garanti, verranno ”proposte diverse misure” alla Commissione europea e alle compagnie aeree: ”penso che le completeremo per la fine del mese”, ha precisato riferendosi ad ”un software filtra-dati” su cui le compagnie stanno lavorando e sul modo in
cui i passeggeri siano ”adeguatamente informati”.

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