martedì, 2 Marzo 2021

Unai, non è un problema di prezzi se la Cina ci ha superato

Lupo, il vero problema è la promozione e i visti che bloccano indiani e cinesi

Gli albergatori italiani contestano duramente che lo scivolamento dell’Italia al quinto posto nella classifica OMT delle destinazioni turistiche a livello mondiale dipenda da “un problema di prezzi” come sostenuto da più parti.
“Le ragioni sono ben altre”, dichiara Domenico Lupo, Presidente di Unai, l’associazione di Confindustria che riunisce molta parte degli alberghi italiani, “e sono ragioni che andiamo denunciando da tempo. La verità è che non abbiamo capacità di promozione e vendita del nostro prodotto sui mercati: il nostro ENIT, che pure ha ricevuto recentemente nuove, anche se esigue, risorse non ha una vera strategia concordata con il livello regionale e non si capisce che capacità operativa possa avere se diretto da un comitato che comprende 8 ministri”.
“Come se non bastasse”, aggiunge Lupo, “abbiamo problemi amministrativi assurdi: concediamo i visti con difficoltà e siamo gli unici in Europa dove dopo 8 giorni di permanenza il turista extracomunitario dovrebbe richiedere il permesso di soggiorno. Questo spiega perché, ad esempio cinesi e indiani che potrebbero essere la nuova, grande risorsa per le nostre strutture a fronte del calo dei flussi tradizionali, si fermino in Italia solo pochi giorni per poi trasferirsi in paesi europei più ospitali”.
“E se poi”, conclude il Presidente Unai, “volessimo davvero parlare di prezzi, allora faremmo meglio a parlare di costi: a cominciare dall’Iva che noi, unico Paese in Europa, abbiamo al 10 per cento contro il 5 dei nostri maggiori competitori; e seguendo poi con quelli dell’energia e del costo del lavoro. Nel settore alberghiero l’occupazione è un fattore incomprimibile perché poco o nulla è meccanizzabile. Proprio per questo, qui più che altrove, provvedimenti per alleggerire il costo del lavoro sono urgentissimi”.

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