lunedì, 21 Settembre 2020

Unesco: allarme speculazione per i siti italiani

E Lipari rischia di essere cancellata per le cave di pomice

I siti Unesco italiani sono a rischio. L’allarme è stato lanciato dal presidente per la commissione italiana per l’Unesco, Giovanni Puglisi che denuncia la fortissima speculazione che colpisce proprio i luoghi certificati. Tanto che il Belpaese, l’unico a poter vantare ben 41 luoghi dichiarati patrimonio dell’umanità, adesso rischia grosso. E in Sicilia la situazione non è meno disastrosa che nel resto del Paese. In particolare l’allarme riguarda la Valle dei Templi di Agrigento, i mosaici della villa del Casale di Piazza Armerina e soprattutto le Eolie. Lipari, in particolare, potrebbe essere cancellata dalla lista delle eccellenze a causa della presenza delle cave di pomice. E proprio su questi ettari di territorio devastati dall’estrazione della roccia è in corso una battaglia tra la Regione, che ha previsto la chiusura delle cave, e i sindacati e il Comune che chiedono all’Ars l’approvazione di una legge regionale che proroghi l’attività per salvaguardare i cento posti di lavoro nel settore, in attesa della realizzazione di un piano di riconversione. In particolare il piano prevede di reimpiegare le maestranze, salvando così i posti di lavoro che verrebbero tagliati con la cessazione delle attività estrattive, con la messa in sicurezza del sito estrattivo, la bonifica e il recupero ambientale e a verde di tutta l’area, la creazione, all’interno degli opifici storici già esistenti, di un museo della pomice, di un osservatorio di biologia marina, di un centro di ricerca e di aule didattiche e per le scolaresche, nonché di un centro di formazione per le attività turistiche e ambientali. Infine parte dell’area potrebbe essere trasformata in una struttura ricettiva per turismo e benessere, legata all’utilizzo degli elementi naturali curativi dell’isola di Lipari.

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