sabato, 31 Luglio 2021

Unioncamere, intesa con Ministero Attività Produttive per imprenditoria femminile

Attualmente sono circa 800 mila le imprese gestite da donne. Un quarto del totale

Le imprese individuali gestite da donne sono oggi circa 800.000, poco meno di un quarto dei 4 milioni totali, e sono concentrate soprattutto nel settore dei
servizi, dal commercio al turismo. E’ il quadro che ha tracciato Unioncamere in occasione della presentazione del secondo protocollo di intesa a favore dell’imprenditoria femminile siglato con il ministero delle Attività produttive.
Il protocollo giunge a quattro anni di distanza dall’analogo accordo firmato nel ’99 per dare attuazione alla legge sull’imprenditoria in rosa. Dal ’97 al 2002, attraverso quattro bandi emessi dal ministero, sono stati distribuiti fondi complessivi per oltre 284 milioni di euro a favore di 8.412 imprese che hanno creato oltre 47 mila occupati, cui vanno ad aggiungersi altri 154,5 milioni dell’ultimo bando aperto il 13 dicembre in scadenza il 13 marzo prossimo. Dal ’95 ad oggi, la percentuale di cariche ricoperte da donne all’interno di un’impresa (come titolari, soci o amministratori) è passata dal 24,7% al 25,4%. Un andamento che va ancora sollecitato e nel quale si inserisce il protocollo d’intesa. Lo scopo del lavoro comune di ministero e Unioncamere, presso le cui sedi sono attivi degli appositi comitati per la promozione dell’imprenditoria femminile, è quindi proprio quello di ”creare impresa, ma anche di mantenerla nel tempo – ha spiegato Giuseppe Galati, sottosegretario con delega all’imprenditoria femminile – evitando i fenomeni di mortalità tipici dei primi anni di attività delle nuove aziende”. Finora, ha continuato Galati, l’applicazione della legge e l’intesa con Unioncamere hanno infatti permesso di ”iniettare nuova linfa nel settore imprenditoriale che può ora godere di
nuove importanti risorse”. Il ruolo delle Camere di Commercio, ha affermato Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, è quello di ”mettere a disposizione delle imprenditrici il proprio know-how nel campo della formazione, dell’accesso al credito e dell’internazionalizzazione e di favorire lo sviluppo di imprese al femminile anche in altri settori, come quello manifatturiero
in senso stretto, in cui le donne non hanno ancora un largo spazio”.

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