domenica, 13 Giugno 2021

Unioncamere, tedeschi in calo

La ripresa prevista già da quest’anno

Il turismo tedesco in Italia è in diminuzione ma le previsioni per il 2003 sono positive. E’ quanto emerge da un’indagine effettuata su 500 operatori alberghieri interpellati dall’Osservatorio di Unioncamere, curato dall’Istituto nazionale di ricerche turistiche (Isnart). Una quota rilevante di albergatori ha segnalato un calo delle prenotazioni nelle strutture dell’ospitalità pari al 27% nella stagione invernale 2002-2003. Il turismo proveniente dalla Germania incide per il 33% sul totale del turismo internazionale in Italia. Le località più gettonate dai quasi 8.1 milioni di tedeschi che lo scorso anno hanno scelto l’Italia come meta di viaggio sono state la montagna dolomitica del Nord-Est (20.6%) e le città d’arte (15.8%), seguite dalle località marittime del Centro e, contrariamente al passato, del Nord-Est (rispettivamente 11.9% e 11.5%). La montagna e le città d’arte sono state le destinazioni preferite dai laureati; il mare delle regioni del Centro ha catturato maggiormente le persone con livello di istruzione medio; le destinazioni marine del Nord-Est hanno visto una prevalenza di turisti di istruzione medio-bassa. Il 43.5% di questi turisti è venuto in Italia senza prenotare alcun servizio e unþaltra quota del 22.5% ha interamente organizzato da se la propria vacanza. Il 6.3% dei turisti ha prenotato utilizzando Internet. Il turismo organizzato tramite una qualche forma di intermediazione, però, continua ad essere una componente significativa (22.9%). Più aumenta il livello sociale, minore è il ricorso alle forme di turismo organizzato. Se nel 2002 ha visitato il nostro paese il 12.6% di tutta la popolazione tedesca, nel 2003 il 14.1% ha programmato un periodo di ferie nel Bel Paese. A questi dovrebbe aggiungersi una ulteriore quota di indecisi, pari al 2%. I progetti di viaggio in Italia sembrano interessare in particolare i giovani di età inferiore ai 18 anni (17.8%) e gli adulti di 45-54 anni (15.9%). In diminuzione rispetto allo scorso anno, invece, la quota di over 65. Alcune differenze si manifestano anche rispetto al livello culturale: diminuiscono i laureati, a favore di una crescita dei diplomati; cresce il numero degli operai e dei liberi professionisti a svantaggio dei funzionari statali. Dalle previsioni arrivano nuove conferme sul gradimento delle destinazioni delle Dolomiti del Nord-Est (17.7%) e delle città d’arte (16.6%), ma anche una ripresa di appeal per il Sud e le isole (16.6% a fronte del 10.3% dello scorso anno) e per le destinazioni termali (9.2% nel 2003 contro il 7.9% del 2002). Il 42.3% di quanti hanno visitato il nostro paese nel 2002 hanno programmato di tornarci nel 2003. La contrazione di arrivi ha penalizzato e continuerà a penalizzare nel 2003 soprattutto alcune aree del paese, in particolare quelle dell’Adriatico e dei laghi del Nord Italia. Ci sarà una ripresa del turismo di fascia medio-bassa, a svantaggio di viaggiatori tedeschi di livello economico più elevato. I primi, che hanno rappresentato in passato clienti ‘fedeli’ delle strutture dell’ospitalità del Nord-Est, sembrano scegliere altre regioni e formule di vacanza. In sostanza questo induce a pensare che via sia un calo di preferenze nei riguardi di quel turismo balneare di massa. Un altro aspetto è legato alle modalità di organizzazione: l’uso delle nuove tecnologie e la progressiva riduzione dell’importanza dell’intermediazione a vantaggio di una logica del fai-da-te e del last-minute, indicano la ricerca di soluzioni di viaggio a costi più vantaggiosi e flessibili.

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