venerdì, 3 Dicembre 2021

Unionturismo, bisogna individuare standard comuni

Indispensabile l’intervento del Governo per offrire l’immagine adeguata

Individuare standard minimi comuni a tutto il territorio nazionale e garantire l’erogazione di servizi di qualità omogenea in tutto il paese, sono i due cardini “su cui deve ruotare l’offerta turistica italiana”. La proposta viene da Unionturismo in vista della Conferenza del turismo italiano, che si svolgerà a Lamezia Terme, il 27 e 28 settembre. “Le nostre linee strategiche per dare credibilità ad un comparto trainante dell’ economia italiana – ha detto Gian Franco Fisanotti, presidente di Unionturismo – le definiremo ad Arzachena dal 19 al 21 settembre, giorni in cui si riunirà il Consiglio nazionale in Sardegna”. Nel 2001 l’industria turistica ha fatturato 135.000 miliardi di vecchie lire con un indotto di circa 240.000 miliardi di lire “pari a circa il 12% del Pil dell’ Italia”. Fisanotti, presentando oggi la bozza di relazione da portare “agli Stati Generali del Turismo, sottolinea che la legge quadro 135/2001 “è da considerare un punto d’arrivo per il turismo italiano”, ma al tempo stesso ribadisce che “ogni impostazione difforme dalle indicazione di Unionturismo sfugge alla comprensione della clientela turistica e si pone in contrasto con i più elementari principi di efficacia commerciale”. Più in generale Unionturismo “avverte la necessità di
interventi che consentano di indirizzare verso l’esterno messaggi positivi circa il livello di sicurezza che il nostro paese è in grado di offrire ai propri ospiti”. Per questo, l’organismo cui aderisce la quasi totalità di operatori pubblici e privati nel settore dell’accoglienza e l’informazione turistica, sollecita il Governo “ad effettuare, unitamente alle Regioni, una grande ed articolata campagna di comunicazione”. Facendo poi riferimento “alla concatenazione di circostanze che hanno determinato il pessimo andamento dell’ultima stagione estiva”, Fisanotti ribadisce l’esigenza che “venga rivisto il tradizionale istituto di ‘stato di calamità naturale’ in quanto è assolutamente inadeguato per contrastare congiunture negative che nel settore del turismo sono spesso innescate da altri elementi; quali gli attentati terroristici e le condizioni atmosferiche

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