lunedì, 21 Giugno 2021

Unionturismo, i centralismi localistici non aiutano

Le differenze da regione a regione danneggiano il marchio del turismo italiano

”A fronte di una motivata assegnazione delle competenze turistiche alle Regioni
italiane, varata dal Parlamento della Repubblica, si sono manifestati nuovi centralismi localistici che rendono difficile una coerente lettura dell’ organizzazione turistica nazionale”. E’ il primo commento di Gian Franco Fisanotti, eletto per acclamazione alla presidenza dell’ Associazione nazionale delle Aziende e degli Enti pubblici e privati di promozione e di
accoglienza turistica (UnionTurismo). Si è conclusa sabato scorso a Realmonte (Agrigento) l’ Assemblea elettiva di UnionTurismo che oltre a riconfermare ala presidenza Fisanotti ha eletto nell’ ufficio di presidenza come vice vicario Cesare Mulè (Calabria) e vice presidenti Adriano Santino Berrino e Michelangelo Trebastoni. Dall’ assemblea è scaturita la denuncia che l’ attuale organizzazione turistica italiana ”varia di regione in regione con una confusione di sigle, ruoli, competenze, che rende opaca la governance istituzionale causando gravi danni al marchio del turismo italiano”. Secondo UnionTurismo punti di debolezza dell’ attuale ordinamento sono ‘l’ introduzione dei sistemi turistici locali’ e la ‘non risoluzione del rapporto tra pubblico e privato’. Per queste ragioni UnionTurismo sollecita ”un rinnovamento radicale del coordinamento degli assessori regionali al Turismo perché si riesca a dare all’ organizzazione turistica una immagine omogenea e una struttura adeguata in grado di competere con i nuovi paesi che si affacciano al mercato turistico e che si fanno sempre più competitivi”.

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