lunedì, 14 Giugno 2021

Usa, da gennaio meglio viaggiare con le valigie aperte

Dal primo gennaio scattano nuove norme sui controlli. A rischio distruzione i bagagli ben chiusi

Avviso ai viaggiatori: se avete intenzione di recarvi negli Stati Uniti, lasciate le valigie aperte. Non è un ordine, ma un consiglio della Transportation Security Administration (Tsa), l’ente federale creato dopo gli attacchi terroristici dell’11 Settembre per garantire la sicurezza dei trasporti aerei negli Stati Uniti. Dalla fine dell’anno, in tutti i 429 aeroporti commerciali degli Stati Uniti i bagagli nella stiva (e non solo quelli in cabina) saranno soggetti a controlli più severi. In almeno 320 aeroporti sono già installati i nuovi macchinari destinati alle verifiche.
In base alle nuove regole, se i controllori riscontrano qualche cosa di sospetto, il bagaglio in questione deve essere aperto e ispezionato: se lo è già, poco danno. Un appunto della Tsa informerà il viaggiatore, al suo arrivo, che il suo bagaglio è stato aperto per motivi di sicurezza e gli dirà quali oggetti sono stati eventualmente asportati o trattenuti. Per fare fronte a tutte le evenienze, i controllori sono stati dotati delle chiavi universali dei modelli di valigia di tutte le maggiori marche. Ma, quando non sarà possibile aprire il bagaglio con le buone, i responsabili useranno le cattive: alla peggio, tratterranno il bagaglio e, se lo riterranno necessario, lo distruggeranno. Di qui, il consiglio di lasciare le valige aperte e di essere molto attenti nel farle. Alcuni prodotti alimentari tipicamente italiani sono rischiosi: l’olio e anche la pasta possono, per la loro densità, confondere le macchine e fare loro percepire un pericolo. L’invito a lasciare le valige aperte è stato lanciato
nell’imminenza delle feste di fine anno, quando decine di milioni di americani si spostano e milioni di turisti arrivano dall’estero. E’ uno degli avvisi che tempestano gli americani in viaggio: proprio oggi, ad esempio, il Dipartimento di Stato ha messo in guardia contro le insidie per i cittadini americani in mezzo mondo, Giordania, Tagikistan, Venezuela. Nonostante il bombardamento di consigli e ingiunzioni, Robert Johnson, direttore della comunicazione della Tsa, dice: ”La gente non ha idea di cosa ancora sequestriamo ai controlli negli aeroporti”. Le cifre sono enormi: tre milioni di oggetti proibiti intercettati in un anno, fra cui circa un milione di coltelli (uno di essi nascosto in un crocifisso), ma anche centinaia di migliaia di forbici e migliaia di armi da fuoco cariche che c’é chi crede di potere portare con sé in cabina. Le cronache degli ultimi giorni offrono episodi curiosi:
sabato, l’aeroporto di Denver, uno dei più frequentati dell’Ovest, è stato chiuso per un’ora perché un ragazzino ha saltato un posto di blocco con uno skateboard; e il giorno prima, all’aeroporto di Los Angeles, un uomo era stato fermato mentre cercava di contrabbandare a bordo di un aereo una coppia di scimmie pigmee nei pantaloni e un uccello del paradiso nella valigetta 24 ore. Il capo della Tsa, l’ammiraglio James M. Loy, non è un fanatico delle regole e ha anzi già provveduto ad eliminare alcune norme bollate come ”stupide”, come quella che imponeva agli addetti ai check-in di chiedere chi avesse fatto i bagagli e se si stessero trasportando pacchi altrui. Adesso, l’invito a tenere le valige aperte suscita problemi e malumori, sebbene gli americani tendano a rispettare le norme, quando c’è la sicurezza di mezzo. In Italia un provvedimento del genere, considerato quanto appurato in estate a Malpensa e tante altre volte in altri scali italiani, difficilmente prenderà piede, anche se comunque entro il 2003 i nostri scali dovranno adeguarsi con nuovi macchinari.

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