sabato, 4 Dicembre 2021

Usa-Ue, risolto il problema della privacy

Gli americani hanno fornito garanzie sul trattamento dei dati

Le difficili trattative tra Ue e Usa sulla tutela della privacy dei passeggeriaerei diretti negli Stati Uniti sono giunte ad una conclusione: ”Abbiamo ottenuto adeguate garanzie per la protezione dei dati”, ha detto il commissario Ue al mercato interno Frits Bolkestein. Sulla base delle rassicurazioni concesse dagli Usa, la Commissione è pronta a prendere una decisione entro maggio, per dare una cornice giuridica all’invio di informazioni. Non c’è un obbligo alla reciprocità, anche se gli Usa hanno manifestato
una disponibilità a definire un eventuale sistema comune di
scambio di informazioni. Il braccio di ferro è cominciato all’indomani degli attentati dell’11 settembre, quando, nell’ambito delle nuove misure contro il terrorismo internazionale, Washington ha chiesto alle compagnie europee che volano negli Stati uniti di trasmettere i dati personali dei propri passeggeri. In base alle normative Ue, le compagnie aree europee avrebbero potuto rifiutare l’invio dei dati, ma a rischio di essere fortemente penalizzate. L’Europa, che si è assunta l’impegno di essere a fianco degli Usa nella lotta al terrorismo, ha preferito avviare una trattativa per imporre almeno alcuni paletti garantisti.
Il carattere iniziale delle richieste aveva suscitato numerose reazioni per i timori di violazioni della privacy dei cittadini europei. Tra i 39 dati chiesti alle compagnie figuravano anche la religione, le preferenze alimentari, le condizioni di salute dei passeggeri. ”Un’intrusione inammissibile nella vita personale dei cittadini europei”, le aveva definite l’assemblea di Strasburgo, respingendole a larga maggioranza, con 445 voti a favore e 31 contrari. ”Le autorità americane hanno modificato in modo significativo la loro posizione iniziale”, ha assicurato Bolkestein parlando ieri sera ai parlamentari. Gli Usa hanno fatto concessioni sulla lista e sull’utilizzo delle informazioni. Dei 39 dati personali richiesti, ne sono rimasti 34, anche se, all’inizio dei negoziati, Bruxelles chiedeva una riduzione a 19. I dati più sensibili sono stati cancellati, come quelli relativi alla razza, alla salute e alla religione. Le autorità americane hanno inoltre concordato di limitare a tre anni e mezzo, contro i 50 anni richiesti, la conservazione dei dati negli archivi e si sono impegnate a usare le informazioni raccolte solo nella lotta al terrorismo e ai crimini collegati. Secondo il commissario Ue Chris Patten, si tratta di risultati positivi per trattative ”eccezionalmente dure”. Loyola de Palacio, la responsabile dei trasporti, ha rilevato che l’intesa ”è proporzionata ed equilibrata”.

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