sabato, 27 Febbraio 2021

Vacilla la grandeur francese

La Regina delle vacanze nel 2003 ha perso 2 milioni di visitatori

La ‘douce France’ è ancora la prima meta del turismo mondiale con 75 milioni di visitatori all’ anno. Ma i mille formaggi, i castelli, i vini, la Costa Azzurra, la Gioconda, la Tour Eiffel o la tomba di Jim Morrison, non saranno a lungo sufficienti a mantenere il primato se i prezzi continueranno a restare alti e l’ ospitalità fredda. Nel 2003 si sono persi due milioni di turisti e le prime stime di quest’ anno non sono ottimistiche. Governo ed operatori cercano di correre ai ripari. Venerdì un consiglio interministeriale ha affrontato la questione turismo, che non è di poco conto per le casse francesi: è una vera e
propria miniera d’ oro che frutta 35 miliardi di euro all’ anno. Una somma che rappresenta il 7% del prodotto interno loro, contro il 5.5% dell’ Unione europea. Considerando che i francesi spendono all’ estero 20 miliardi, la voce turismo costituisce la prima posta attiva della bilancia commerciale. Complessivamente il turismo pesa per 100 miliardi di euro, e il 36% viene da visitatori stranieri. Forte è anche l’ incidenza di questi numeri sul piano occupazionale: solo gli alberghi, i bar e i ristoranti impiegano un milione di persone. Cifre che fanno riflettere e che fanno dire al ministro del turismo, Leon Bertrand: ”la Francia resta ancora la prima meta mondiale. Ma ci siamo creduti i più forti, mentre invece bisogna fare molti sforzi”. Alle spalle della Francia c’ è la Spagna con 52,4 milioni di visitatori. La Cina sta rubando la clientela asiatica, anche grazie a prezzi molto più convenienti. E molti scelgono Croazia o Italia.
Il calo dei turisti stranieri in Francia non è solo dovuto alla crisi economica, alle tensioni internazionali con gli Usa o alla presenza di nuove destinazioni mondiali. C’ è qualcosa che non va nel paese. ”La Francia – osserva – il presidente della Federazione degli enti per il turismo, Jean-Cluade Landrè – non è percepita come un paese accogliente. C’ è innanzitutto il problema della conoscenza delle lingue straniere, dove non siamo per niente forti. Poi ci sono i settori della ricezione e della ristorazione, dove possono essere realizzati ulteriori progressi”. La tendenza dall’ inizio dell’ anno, monitorata dall’
Osservatorio nazionale del turismo, mostra i visitatori inglesi in crescita, così come spagnoli, portoghesi, americani (a Parigi un 10% in più rispetto all’ anno scorso) e giapponesi, in calo italiani e tedeschi. I turisti stranieri, pur riconoscendo il grande fascino che esercita la ‘douce France’, puntano il dito contro l’ospitalità. Uno studio, condotto nel 2004 dalla Maison de France, l’ ente che promuove il paese all’ estero, indica che il 42% delle persone intervistate in tutti i continenti ritengono che ”l’ accoglienza resta uno dei punti deboli del turismo in Francia”.
L’ obiettivo è ”rafforzare la capacità d’ attrazione della Francia”, ha indicato il consiglio interministeriale. Il 27 settembre Mason de la France presenterà una nuova strategia di marketing. Ci sarà un vero e proprio ”piano qualità” con un marchio ”Francia” per garantire gli operatori del turismo che
garantiscono le migliori prestazioni.

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