lunedì, 1 Marzo 2021

Venezia scopre il low cost alberghiero

Boom dei Bed&Breakfast in città, compresi quelli abusivi

Il low cost alberghiero sbarca anche a Venezia e fa decollare, accanto a stucchi e dorature a cinque stelle, il fenomeno dei bed&breakfast. Negli ultimi anni,
stando ai dati ufficiali, nel centro storico lagunare si è passati dalla decina di B&B del 1999 agli attuali 68. Ma sono cifre che non tengono conto del dilagare dell’abusivismo, che sfrutta spesso locali inidonei quando non fatiscenti per cogliere al volo, con il miraggio di facili guadagni, la richiesta di alloggio a basso costo che viene da un turismo sempre meno disposto a concedersi i lussi di un grande albergo. Un’offerta ricettiva che si affida spesso, più che a internet e a materiale pubblicitario, al passaparola o alle
prestazioni professionali di personaggi pronti a ghermire l’ignaro ospite della città al suo arrivo al Tronchetto o a Piazzale Roma. Ad allargare ancora di più la forbice dell’ospitalità veneziana ci hanno pensato, d’altro canto, anche i grandi nomi dell’hotellerie, moltiplicando alberghi ricavati da antiche dimore patrizie, ristrutturando in modo spettacolare complessi già esistenti e gareggiando nell’offrire servizi sempre più esclusivi. Al Gritti Palace, a pochi passi da Piazza San Marco, ad esempio, tutto è pronto per vestire con il cappello da chef i clienti appassionati di buona cucina. I corsi, articolati in
tre giornate, saranno tenuti da Celestino Giacomello, executive chef dell’hotel, in una sala super attrezzata, e affiancati da una serie di passeggiate ”gastrosofiche”, come le definisce la sua ideatrice, la scrittrice Carla Coco, alla scoperta di luoghi e storie particolarmente curiosi. I turisti saranno accompagnati al mercato di Rialto per imparare ”sul campo” a scegliere carni, pesci e verdure fresche o condotti per mano nella Venezia dell’oro e delle spezie, delle pietanze afrodisiache e dei cibi della quotidianità popolare.

News Correlate