mercoledì, 23 Settembre 2020

Venezia studia come attrarre i cinesi

Per farli sentire a loro agio zuppe in camera, pesci rossi e vasche da bagno

Sceglie alberghi a tre e quattro stelle, preferibilmente decorati sui toni del rosso e dell’oro in camera, ma se anche gli venisse offerta la suite più lussuosa della città a titolo gratuito non la accetterebbe mai se sulla porta avesse il numero 4, considerato davvero sfortunato. E’ il profilo del turista cinese che emerge da un manuale di marketing che è stato presentato a Venezia in occasione della terza edizione di ”Veneto for you”, il workshop internazionale del turismo nel Veneto che si è aperto giovedì alla stazione Marittima di Venezia, alla presenza, per la prima volta, di 10 tour operator provenienti dal Paese asiatico. Anche dal Veneto si guarda al mercato turistico cinese, come ad una sorta di balsamo per le ferite, tutt’altro che rimarginate, inferte dai contraccolpi dell’11 settembre ai tradizionali serbatoi di ospiti americani e nipponici. Nel 2002 i viaggiatori cinesi diretti all’estero sono stati circa 16,4 milioni; 645 mila di questi hanno scelto come meta l’Europa e 322.500 sono stati in Italia percorrendo il ”pentagono” tradizionale d’arte e shopping Roma-Firenze-Pisa-Venezia-Milano. Il futuro sembra ancor più roseo, tenendo conto che nel 2003 il numero dei viaggiatori cinesi fuori dai confini nazionali è cresciuto del 22%, toccando quota 20 milioni. La previsione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo è che nei prossimi anni la crescita del mercato sarà pari al 15-20% all’anno. I cinesi lo scorso anno hanno sorpassato i giapponesi nei viaggi all’estero, superando la soglia nipponica dei 13,9 milioni di turisti. Oggi si stima che siano circa 30 milioni (il 15% della popolazione ricca) i cinesi pronti a viaggiare in Europa e in Italia, spendendo cifre che oscillano tra i 1.700 e i 2.500 euro, percorrendo fino a 6.000 chilometri per toccare il maggior numero di destinazioni possibili.
Ma per far innamorare i cinesi del suolo italico occorre rispettare alcune semplici ma basilari regole. Ad esempio quella di offrire all’ospite preferibilmente una camera doppia rispetto a quella matrimoniale (meglio se per fumatori) e la vasca alla doccia. Per conquistarlo sarà poi necessario qualche piccolo extra che lo faccia sentire un pò a casa: zuppe istantanee nel frigobar, bollitore per preparare il te e magari una vaschetta con i pesci rossi sul comodino, considerata una vera fonte di relax. A scommettere sul fatto che Venezia e in generale il Veneto parleranno tra breve sempre più cinese è Christine Jin, 28 anni, che partecipa a ”Veneto for you” in rappresentanza del
tour operator Panorama Tour, che lo scorso anno ha portato in laguna 10 mila turisti, nell’ambito del tradizionale circuito europeo di visite. ”Conosciamo già bene Venezia – spiega – ma ora vogliamo capire se oltre alla città c’è la possibilità di vendere ciò che le ruota attorno”. I cinesi sono affamati di
arte – conferma la giovane operatrice turistica – e, suggestionati da quanto studiato sui libri di scuola, si affrettano ad inserire Venezia nei loro tour, convinti che tra breve la città non esisterà più, inghiottita dalla sua
laguna. ”Venezia è molto più vivace, in tutti i sensi, di quello che mi aspettavo – racconta – anzi la cosa che mi ha maggiormente colpita appena ho messo piede qui è la sua vitalità e il numero incredibile di turisti che la affollano”.

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