domenica, 16 Gennaio 2022

Venti di guerra già forti sul turismo britannico

Crollo delle prenotazioni dal 35 al 70%, soprattutto tra le famiglie

La guerra non è ancora scoppiata, ma ci sono già le prime “vittime”. Tra queste il turismo inglese, ancor più nel mirino data la vicinanza politica del Governo Blair con la politica di Bush. I venti di guerra, infatti, hanno già provocato un crollo delle prenotazioni di vacanze da parte delle famiglie britanniche.
Secondo i dati pubblicati dalla stampa britannica, le agenzie di viaggio hanno denunciato, a partire da Natale, una riduzione del 35% del mercato complessivo con punte del 70% e del 55% in meno, rispettivamente, per i viaggi verso la Turchia e la Grecia. I turisti britannici stanno evitando anche le isole di Maiorca, Ibiza e Minorca, le cui prenotazioni hanno visto un calo del 35%. ”Fino a che non ci sarà un chiara soluzione riguardo alla guerra – ha detto Ian Derbyshire, ‘director’ di Thomas Cook, uno dai maggiori operatori turistici del Regno Unito – non vedremo un miglioramento della domanda”. Un portavoce di Thompson Holydays, il numero uno britannico dei viaggi e delle vacanze, ha sottolineato che molte famiglie ”sono al momento riluttanti a prenotare per le vacanze estive”, come hanno invece sempre fatto in questo periodo. Per questo, molti operatori turistici si accingono a tagliare il numero dei pacchetti vacanze in offerta, soprattutto a maggio e giugno, proprio in previsione di un eventuale conflitto in Iraq.

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