mercoledì, 4 Agosto 2021

Viaggi dell’Elefante cancella tutti i gruppi in Cina

Raddoppiati comunque rispetto allo scorso anno i risultati del primo trimestre

Il desiderio di evadere e di viaggiare c’è e per questo chi aveva scelto destinazioni oggi considerate “a rischio” non rinuncia al viaggio ma si orienta su una meta alternativa: particolarmente gettonati sono Messico, Guatemala, Ecuador, Perù, Cile, Brasile, Argentina, Patagonia e l’ Africa, dove piace particolarmente la Namibia. Questo il quadro tracciato da Enrico Ducrot, amministratore delegato dei Viaggi dell’Elefante, che ha spiegato che il gruppo ha cancellato tutti i viaggi diretti in Cina, ma, nonostante questo, i risultati del primo trimestre sono raddoppiati rispetto allo scorso anno che aveva visto dati di vendite molto bassi. In Italia particolarmente spaventati dal virus Sars sarebbero i meridionali, ma certo la paura di contrarre la polmonite atipica ha provocato la cancellazione di viaggi non solo in Cina ma anche, a macchia, in aree del Sud-Est asiatico, ”con effetti devastanti – ha chiarito Ducrot – per i tour operator che lavorano solo con quei Paesi”. Nel presentare i quattro nuovi cataloghi monografici de I viaggi dell’Elefante – in Oriente, nelle Americhe, in Africa e in Medio Oriente -, Ducrot ha spiegato che la crisi nel settore del turismo, in Medioriente, si fa sentire già da qualche anno mentre ottimi risultati si sono avuti con tour organizzati in Armenia e che per questo una serie di destinazioni come Georgia, Giordania, Siria, Libano Yemen, Iran, Uzbekistan e Turkmenistan sono in fase di rilancio.

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