Viaggi fantasma, Codacons: le Regioni responsabili

Paolini: “Non generalizzare”. Ma in Lombardia la competenza è delle Province

La responsabilità delle vacanze fantasma, oltre che sul responsabile dell’agenzia di viaggi, ricade sulle Regioni. E’ quanto sostiene il Codacons, che dopo la sospetta truffa che coinvolgerebbe la Blackstone di Milano, con una nota dichiara: “Per legge, alle Regioni sono demandate le funzioni di vigilanza in questa materia, ma in realtà queste non svolgono alcuna attività di controllo”. “E’ necessario inoltre – prosegue la nota – rivedere le polizze assicurative”. Il Codacons chiede alle giunte regionali, in particolare, di aumentare i massimali di copertura assicurativa in modo da garantire l’esatto adempimento degli obblighi assunti verso tutti i clienti. Sarebbe utile infine se, in caso di fallimento, i depositi cauzionali versati alle Regioni, solitamente utilizzati a ristorno di sanzioni amministrative pecuniarie non corrisposte a fronte di ingiunzioni di pagamento, venissero integralmente utilizzati per risarcire i consumatori truffati. Immediata la reazione di Enrico Paolini, vicepresidente della Regione Abruzzo e coordinatore per il Turismo nella Conferenza delle Regioni, secondo cui, “non si può generalizzare, perché in materia di turismo ogni Regione ha potestà legislative autonome e le leggi regionali non sono tutte uguali, anche in tema di controlli sulle agenzie di viaggio e di chi li deve esercitare”. In ogni caso, Paolini invita comunque il Codacons a presentare le sue proposte, se costruttivamente articolate, in tempo per la Conferenza nazionale del Turismo di fine settembre a Pescara. Gli fa eco la Regione Lombardia che replica al Codacons ribadendo che in materia di controllo sulle agenzie di viaggio “la competenza, in Lombardia, è delle Province che possono sospendere le autorizzazioni o addirittura revocarle in caso di mancato rispetto del contenuto dei programmi dei contratti di viaggio o per gravi inadempimenti verso i clienti”.

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