martedì, 2 Marzo 2021

Viaggi nello Spazio dal 2009

Due americani stanno studiando come portare il biglietto a 15 mila euro

Può sembrare semplice fantascienza, ma l’era dei viaggi spaziali in classe economica potrebbe essere davvero dietro l’angolo: forse a soli sette anni di distanza. Due scienziati americani sono convinti che presto un biglietto interstellare passerà dalla cifra astronomica di oltre 20 milioni di euro ad appena 15.000 euro. Per il momento si tratta di pura teoria, ma Jay Penn ed il suo collega Charles Lindley sembrano decisi ad abbattere le frontiere del turismo per dare a milioni di persone in tutto il mondo il brivido dello spazio. Penn e Lindley sono due esperti della società non-profit
statunitense Aerospace Corporation nata nel 1960 e finanziata dal Pentagono per esplorare nuove applicazioni spaziali. Il loro progetto verrà pubblicato presto sul mensile ‘Acta Astronautica’, ma nel frattempo la rivista scientifica britannica ‘New Scientist’ ne ha anticipato i contenuti. Secondo l’idea degli scienziati, per riuscire ad abbassare il prezzo del biglietto interstellare si dovrebbe ripensare completamente il modo in cui vengono effettuate oggi le missioni nello spazio. “Non c’è una ragione tecnologica fondamentale per cui è impossibile fare del turismo spaziale – ha dichiarato
Penn a ‘New Scientist’ -. Noi pensiamo di poter portare il prezzo a circa 15.000 dollari (attorno a 15.000 euro) per passeggero”. Per raggiungere questo obiettivo, ha spiegato Penn, servirebbe un sistema di navette a due fasi. Nella prima fase, una sorta di razzo con le ali porterebbe ai confini dello spazio una piccola navicella con i passeggeri a bordo. Questa, nella seconda fase, utilizzerebbe il suo sistema di propulsione per entrare in orbita e raggiungere la stazione spaziale prestabilita dove farebbe scendere i turisti e imbarcherebbe quelli pronti a tornare indietro. Allo stesso tempo, il razzo utilizzato per il lancio rientrerebbe sulla Terra per fare rifornimento e caricare un’altra navicella con un nuovo gruppo di turisti pronti ad iniziare il soggiorno nella stazione spaziale. Potrebbe sembrare fantascienza, ma Penn e Lindley ritengono che la flotta di navette e le infrastrutture necessarie al progetto possano essere costruite nell’arco di appena 7 anni. Ed i clienti non mancherebbero. Non si tratterebbe di miliardari come l’americano Dennis Tito ed il sudafricano Mark Shuttleworth (i primi turisti dello spazio al mondo), ma di gente comune abituata a spendere qualche decina di migliaia di euro per le vacanze. Gli scienziati hanno stimato la domanda sulla base dei risultati di un sondaggio realizzato nel 1995, da cui emerge che circa 1 milione di persone ogni anno sarebbero disposte a spendere 15.000 euro per viaggiare nello spazio. A pieno regime,
questa attività dovrebbe registrare l’utile già dopo il sesto anno di vita con circa 9.500 voli all’anno rispetto ai soli 10 effettuati attualmente dagli ‘shuttle’ americani. Sondaggi e quadrature di bilancio a parte, non è ancora chiaro se ci saranno commissioni “spaziali” per gli agenti di viaggio, ma di sicuro le Agenzie saranno liete di accontentare quei clienti che già ora “chiedono la luna”.

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