lunedì, 18 Gennaio 2021

Volare Group, finisce tra le polemiche quello che doveva essere il volo della rinascita

Passeggeri lasciati a terra a Fiumicino e Malpensa per il “niet” dello scalo milanese

Atteso e preparato per un mese e’ stato cancellato tra le polemiche di un curioso tutti contro tutti il volo della ripresa, lasciando a terra 263 vacanzieri di Natale, 106 a Malpensa e 157 a Fiumicino, i cui tour operator si
erano convinti a dare fiducia a Volare Group, che proprio ieri doveva riprendere l’attivita’ dopo il periodo di sospensione. Si rincorrono voci e notizie contrastanti sulle responsabilita’ del flop che, nei timori dei sindacati, potrebbe affossare definitivamente le speranze di rinascita della compagnia. Volare Group sostiene di aver dovuto rinunciare a far muovere l’aereo da Abu Dhabi, dove il proprietario lo aveva messo in manutenzione (e’ stato sostituito uno dei due propulsori), perche’ la Sea, che vanta crediti di 27,5 milioni
da Volare e in particolare ‘un credito privilegiato’ su quell’aereo di 463.000 euro, aveva chiesto alle autorita’ di impedirne la partenza qualora si fosse trovato a operare a Malpensa.
La Sea da parte sua conferma il credito e il disagio, ma assicura che avrebbe atteso le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione del 22 dicembre sulla richiesta di rinuncia al diritto di sequestro e, quindi, fino a quella data avrebbe consentito l’operativita’ normale dell’aeromobile dallo scalo milanese. Infine arriva l’Enac che sostiene che a tarpare le ali al Boeing 767 targato I-VIMQ di proprieta’ della societa’ Pacific AirCorp e’ stata proprio la Sea che, diversamente dagli Aeroporti di Roma, non ha concesso la ”liberatoria
all’esercenza dell’aereo e all’utilizzo delle proprie infrastrutture aeroportuali”. La Cgil Lombardia, in un comunicato, afferma che e’ ”gravissimo” che Sea ”che ha come azionista di maggioranza il Comune, con una partecipazione anche della Provincia, non favorisca la possibilita’ di Volare di riprendere l’attivita’, come previsto”. Secondo Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil lombarda, ”le ragioni economiche che vengono addotte alla
decisione di non consentire l’atterraggio degli aerei della compagnia Volare, che pure non vanno negate, non possono pregiudicare la sorte di centinaia di lavoratrici e lavoratori”. La Sea, da parte sua, respinge l’accusa: in una lettera del presidente Bencini al commissario straordinario Carlo Rinaldini e’ stato spiegato che c’e’ stata, appunto, una richiesta di Air Europe di una rinuncia al diritto di sequestro sull’aereo. Una decisione che Bencini ha detto di voler sottoporre al Cda della societa’, che ha convocato per il pomeriggio di mercoledi’. ”E’ ovvio – scrive la Sea – che nessuna richiesta di sequestro sara’ avanzata, prima di tale momento. Riteniamo probabile – aggiunge – che il Consiglio di Amministrazione Sea deliberera’ nel senso delle richieste di Air Europe, allo scopo di permettere la ripresa della Vostra attivita”’. Dario Balotta, segretario generale della Fit Cisl lombarda, chiede invece la sostituzione di Rinaldini. ”Il Commissario di Volare doveva garantire un volo charter dopo 15 giorni dal suo insediamento – afferma il sindacalista – e non e’ riuscito a garantirlo. Evidentemente l’obiettivo e’ quello di non far riprendere le attivita’ della compagnia. Non c’e’ nessuna giustificazione al fatto che non si sia riusciti a sbloccare l’aereo da Abu Dhabi”. Secondo Francesco Aiello, responsabile del trasporto aereo Cisl, in Italia ”se problemi c’erano a
Malpensa, sicuramente non c’erano a Brescia e a Roma Fiumicino dove tra l’altro sono rimasti a terra la maggior parte dei passeggeri”.

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