domenica, 17 Gennaio 2021

XII Rapporto sul Turismo, l’Italia frena dopo 8 anni

Ma dopo un 2002 nero la ripresa dovrebbe arrivare questa estate

Il 2002 è stato un anno difficile per il turismo italiano come ha continuato ad esserlo, almeno nei primi sei mesi, anche il 2003. E’ questo il quadro che emerge dal 12° rapporto sul turismo italiano, presentato ieri mattina all’Enit, l’Ente nazionale del turismo, presente il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano. Il dato relativo all’anno passato indica per l’Italia una diminuzione di arrivi stranieri dell’1,9% e di presenze dell’1,4%. Per gli italiani, secondo dati provvisori Istat, l’andamento degli arrivi è stato stazionario e le presenze sono diminuite dell’1,2%. Complessivamente si è verificata una diminuzione dello 0,8% degli arrivi e dell’1,2% delle presenze. E’, questo, il primo segno negativo che si verifica dopo otto anni di crescita, dal 1994 al 2001, con un tasso annuo medio di aumento delle presenze che per gli stranieri è stato del 7% e per gli italiani del 2,4%, per un aumento medio totale del 4,1%. La crisi ha colpito in particolare le città d’arte, per la mancanza di clientela extraeuropea, le categorie di esercizi di rango più elevato e il turismo termale. Per la prima volta sembra aver incontrato difficoltà anche l’agriturismo mentre sono in aumento i turismi di nicchia legati ad ambiente e natura. Se nella prima metà del 2003 si è registrato il prolungamento della crisi del 2002, secondo l’Osservatorio del rapporto sul turismo, tuttavia, le previsioni per l’estate sono
già ispirate all’ottimismo. La prima metà dell’anno in corso, da gennaio a maggio, ha fatto registrare una diminuzione della movimentazione straniera che è stata stimata intorno al 4,5% in termini di presenze e intorno al 9% in termini di fatturato, superiore alla media del 2002 (-1,4% e -2,7%). Tuttavia, già a partire da giugno, si sono avuti i primi segnali positivi di ripresa, confermati per il periodo estivo e anche per il periodo autunnale quando si prevede, in base all’andamento delle prenotazioni, che torneranno i nordamericani, mentre per le provenienze dall’est asiatico è prevista una ripresa a partire dai primi mesi del 2004. Per questo motivo, per definire la situazione che si è verificata nel biennio 2002-2003 il rapporto parla di ‘stop and go’. Secondo i dati riportati dall’Osservatorio del rapporto sul turismo, questa estate andrà in vacanza per un periodo di almeno quattro pernottamenti circa il 54% della popolazione adulta, mentre un altro 10% si è recato in vacanza almeno una volta se si considerano gli ultimi tre anni. In totale sono andati in vacanza negli ultimi tre anni 31,3 milioni di persone; nell’anno in corso quelli che andranno in vacanza saranno 25,6 milioni. Circa 5,7 milioni di persone sono ai margini del mercato delle vacanze mentre circa 36 milioni ne sono esclusi del tutto. Più di un quinto della popolazione adulta (21,5%) compie almeno due viaggi con quattro pernottamenti, l’8,5% tre o più viaggi. In media, quindi, a 100 persone corrispondono almeno 84 viaggi. Per quanto riguarda il mercato degli stranieri, questo determina il 43% del totale degli arrivi in Italia e il 42% delle presenze; la principale nazionalità è quella tedesca che determina quasi il 35% del movimento in Italia. Per il periodo estivo (giugno-settembre) si prevede quest’anno un aumento di presenze pari al 2,5%; l’aumento sarà più elevato nelle regioni del sud e del nord-est. Il turismo balneare crescerà del 3% circa e quello montano dell’1,5% mentre resterà stazionaria la situazione delle città d’arte.
Con riferimento all’intero anno si prevede che le città d’arte non riusciranno a recuperare le quote perdute; continuerà il trend negativo delle terme, nonostante la crescita del comparto benessere e si svilupperanno le nicchie legate all’ambiente, alla natura e allo sport attivo. Complessivamente le presenze aumenteranno dell’1,2% tornando ai valori del 2001: quelle straniere saranno pressappoco stazionarie, mentre quelle italiane aumenteranno di circa il 2%.

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