Nicolaus si aggiudica il marchio Valtur: battuti Alpitour e Bluserena

Nicolaus si è aggiudicato la gara per l’acquisizione del marchio Valtur, organizzata dal Commissario Giudiziale che sta gestendo il fallimento della società milanese. A quanto si apprende Nicolaus ha superato la concorrenza di Alpitur e Bluserena offrendo 3 milioni di euro, il doppio della base d’asta ed evitando, con un’offerta superiore di almeno 500 mila euro rispetto ai concorrenti, la possibilità di rilanci.

Attualmente Nicolaus commercializza 30 strutture in esclusiva (24 in Italia, 5 in Grecia e 1 in Spagna), dando lavoro a 120 persone. Il Gruppo ha chiuso il 2017 con 80 milioni di euro di fatturato, segnando una crescita del 20% rispetto al 2016 e un EBTDA del 5,5%. I conti economici mostrano una redditività ai livelli top del settore, con una situazione finanziaria caratterizzata da una grande stabilità che ha costituito la base della messa a punto di un piano industriale di forte sviluppo per il triennio 2019-2021.

L’acquisizione del marchio Valtur è funzionale alla realizzazione delle opzioni di sviluppo previste dal piano industriale che per i prossimi 3-5 anni prevede una crescita costante ‘double digit’, nel rispetto di un equilibrio economico-finanziario che da sempre caratterizza la solidità di Nicolaus. Attualmente non è prevista l’acquisizione di ulteriori asset come indicato nella procedura finanziaria.

“Siamo soddisfatti dell’esito dell’operazione appena conclusa che rientra perfettamente nelle opzioni contemplate dal piano di sviluppo approvato dal board. L’acquisizione vedrà la convivenza dei brand Nicolaus e Valtur nell’ottica di una segmentazione del mercato strategica all’interazione con i differenti target su cui abbiamo deciso di puntare”, spiega Giuseppe Pagliara, ad di Nicolaus.

L’assegnazione del marchio avverrà entro venti giorni dopo la presa d’atto da parte del giudice delegato, Caterina Macchi, e la redazione dell’atto notarile di trasferimento della proprietà, ha spiegato il commissario giudiziale, l’avvocato Giuseppe Nicola Bordino, nel cui studio sono state aperte le buste.

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