Golfo nel caos, i voli dall’Australia all’UE passano per gli Usa

EPA/TOLGA AKMEN


Lo stop ai voli fra Australia e Nuova Zelanda e i paesi europei sta costringendo i viaggiatori a percorsi finora impensabili, con una serie di scali attraverso gli Stati Uniti. Dopo i bombardamenti degli Usa e di Israele sull’Iran, e le sue rappresaglie nei Paesi del Golfo, le rotte più popolari attraverso Dubai, Abu Dhabi e Doha si sono fermate costringendo compagnie come Qatar Airways, Emirates e Etihad a offrire rimborsi e prenotazioni gratuite ai passeggeri australiani. Il direttore esecutivo della statunitense United Airlines, Scott Kirby, ha riferito che il numero di passeggeri che viaggiano da Australia e Nuova Zelanda per l’Europa è balzato a oltre 1000 al giorno. L’improvvisa carenza di posti fra Europa e Australia attraverso il Medio Oriente ha fatto impennare i prezzi, con una ridotta disponibilità di posti.

Intanto il Qatar sta “riaprendo con cautela” lo spazio aereo e ieri da Doha sono partiti 16 voli mentre per giovedì 12 marzo ne opererà 29 voli tra cui quelli per Londra, New York e Madrid, nonostante l’Iran continui i suoi attacchi di rappresaglia nel Golfo.

In Giordania i collegamenti in entrata sono consentiti ma viene suggerito alle compagnie di rifornire gli aerei di extra carburante per fare fronte a ritardi potenziali. Restano totalmente chiusi, almeno fino a ieri, gli spazi aerei di Kuwait, Bahrain, Iraq e l’area dell’Arabia Saudita che si affaccia sul Golfo Persico.

Dal canto suo, British Airways ha annunciato la cancellazione di centinaia di voli in Medio Oriente. Quelli con Abu Dhabi, in particolare, hanno subito lo stop più drastico, destinato a prolungarsi per gran parte del 2026: un segnale che rivela ricadute di lungo termine anche rispetto al turismo negli Emirati Arabi Uniti. La compagnia di bandiera britannica ha inoltre esteso il blocco dei voli per Amman, Doha, Dubai, Tel Aviv e il Bahrein sino alla fine di marzo.

“Abbiamo in gran parte risolto il problema dei nostri connazionali che volevano partire – ha ribadito il ministro Antonio Tajani, in collegamento a LetExpo Verona – non c’è più l’emergenza; anche alle Maldive, che era l’ultima realtà dove c’era una congestione di italiani, si sta vedendo la soluzione del problema. Lentamente – ha precisato – ma stiamo risolvendo per quanto riguarda i nostri connazionali, tranne quelli residenti, ma non c’è più un ingorgo negli aeroporti, non ci sono più operazioni di accelerazione della partenza dei nostri. Stiamo però riducendo la presenza delle nostre sedi diplomatiche di Beirut e di Baghdad, Libano e Iraq, perché sono realtà a rischio, soprattutto per tutelare i nostri connazionali che vivono in quei paesi”, ha concluso.

Resta sempre aggiornato sul mondo del turismo!
Registrati gratuitamente e scegli le newsletter che preferisci: ultime news, segnalazioni degli utenti, notizie locali e trend di turismo. Personalizza la tua informazione, direttamente via email.
Iscriviti ora
seguici sui social