venerdì, 30 Ottobre 2020

Fincantieri più vicina acquisizione di Stx France

Il Tribunale fallimentare di Seoul (Corea del Sud) ha ritenuto il gruppo italiano Fincantieri ‘preferred bidder’, miglior offerente per l’acquisizione dei cantieri navali STX France. Il portavoce del tribunale non ha fornito troppi dettagli sulla vicenda, ma è chiaro che qualora il giudice non avesse ritenuto congrua l’offerta o non validi i requisiti presentati dal gruppo, non avrebbe avuto remore nel chiudere la vicenda e avviare una nuova, lunga procedura di gara. Né tanto meno Fincantieri si è lasciata andare a commenti, limitandosi a rendere noto di aver ricevuto una lettera da Samil PricewaterhouseCoopers, advisor di STX Europe, che le notificava di essere stata selezionata come ‘preferred bidder’, appunto, nel processo di vendita del 66,66% di STX France SA (vale a dire la quota di proprietà del gruppo coreano STX Offshore & Shipbuilding; il 33,34% è nelle mani dello Stato francese).   

Per l’acquisto dei cantieri di Saint-Nazaire si erano presentati altri 3 candidati: il gruppo asiatico Genting, con interessi nel turismo e nei casinò e che aveva suscitato un rifiuto unanime in Francia; il consorzio capeggiato dal gruppo olandese Damen di cui facevano parte anche MSC Cruises e Royal Caribbean Cruises Ltd; un fondo di investimento anglo-cinese che però sembra non abbia fornito sufficienti garanzie.
Tutti si erano alla fine ritirati e solo Fincantieri ha depositato un’offerta, il 27 dicembre scorso.   
Il successo otenuto è la prima tappa di un lungo e complesso processo di formalizzazione dell’offerta, ma intanto prende corpo quel progetto più volte enunciato dall’ad Fincantieri, Giuseppe Bono, di un consolidamento dell’industria europea della cantieristica, qualcosa come un ‘Airbus dei mari’.   

La Francia, dal canto suo, per bocca del ministro dell’ Industria, Christophe Sirugue, in una intervista a Les Echos del 30 dicembre, ammoniva che l’Élysée è protagonista “del dossier e non esiterà a utilizzare tutte le leve di cui dispone”. In altre parole, chiunque vinca non potrà prescindere da un accordo con Parigi, le cui mire sarebbero di far rilevare al gruppo a controllo pubblico (62,5%) Dcns – l’altro grande cantiere navale francese – una partecipazione di minoranza di STX France.

“La nostra priorità è trattare con il compratore designato – specificava Sirugue – in modo che l’offerta possa essere riformulata tenendo conto delle nostre condizioni”.  

L’opzione Fincantieri però dovrebbe piacere in Francia: le condizioni di un valido progetto industriale con mantenimento del livello occupazionale è nelle intenzioni del gruppo triestino, che peraltro vanta già un’ottima collaborazione con i francesi nell’ ambito militare navale e una solida posizione. Anche l’offerta, che secondo i vari analisti oscillerebbe tra gli 80 e i 200 milioni di euro, è assolutamente alla portata di Fincantieri che oggi, dopo la ristrutturazione si presenta sul mercato forte di ricavi per oltre 4 miliardi di euro nel 2015 e con in portafoglio (a giugno 2016) lavori per 21,8 miliardi (oltre 5 anni di lavoro); 19 mila dipendenti (di cui 7.800 in Italia) e 20 cantieri nei quattro continenti. 

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