La crisi si allarga anche ai voli per il sud-est asiatico


La crisi in Medio Oriente e nel Golfo comincia ad avere effetti pesanti anche sui Paesi del sud-est asiatico. Perché molti collegamenti aerei con quelle zone hanno gli scali proprio nell’area più interessata dalle rappresaglie dell’Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait. E quindi si moltiplicano le cancellazioni dei voli in programma nella zona. In altre parole, si tratta di una crisi che si “allarga a macchia d’olio”.

Per chi avesse in previsione nei prossimi giorni partenze non solo per Maldive o Sri Lanka, ma anche per Paesi come Thailandia, Vietnam o Cambogia, è dunque vivamente consigliato di tenere in conto questo aspetto. Perché appunto la possibilità di annullamento dei voli in programma, anche se prenotati da molto tempo, “è alta” anche per i prossimi giorni, allo stato attuale delle cose. E non si può escludere, inoltre, che eventuali disagi sopraggiungano anche in caso di buon esito del viaggio di andata, ad esempio per possibili difficoltà al momento del rientro. Valgono quindi, come raccomandazioni generali, quelle di mantenersi il più aggiornati possibili con le ultime informazioni da compagnie aeree, tour operator e canali ufficiali quali il sito viaggaresicuri.it.

Secondo RimborsoAlVolo, il caos in Medio Oriente costerà caro alle compagnie aeree, ma anche ai passeggeri. Dal 28 febbraio ad oggi è costato alle compagnie aeree circa 2,1 miliardi di euro (2,5 miliardi di dollari) in termini di minori introiti e costi per fornire assistenza ai passeggeri rimasti a terra mentre sul fronte dei passeggeri, si stima che in 5 giorni circa 2,9 milioni di viaggiatori siano rimasti a terra, un numero che comprende sia chi era diretto nei Paesi del Medio Oriente, sia chi aveva in programma viaggi vesto destinazioni asiatiche o dell’Oceano Indiano con scalo intermedio presso uno dei grandi hub dei Paesi del Golfo.
Per quanto riguarda gli italiani in partenza dagli scali internazionali di Fiumicino e Malpensa e diretti nei tre grandi aeroporti di Doha, Abu Dhabi, Dubai, sono circa 40.000 i viaggiatori che, dal 28 febbraio, si sono visti cancellare il volo. 

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