lunedì, 8 Marzo 2021

Un registro per le app, il Governo tenta mediazione con i taxi

Il Governo tenta la mediazione e convoca per oggi pomeriggio le venti sigle sindacali dei taxi. L’obiettivo è scongiurare lo sciopero indetto per giovedì 23 marzo. La carta del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta nel decreto di riordino del settore. Tra le novità in arrivo un registro per le app che collegano il cliente con l’autista e l’obbligo di rimessa per gli Ncc, ma nell’ambito di confini territoriali da definire insieme alle Regioni.

Intanto ieri c’è stato l’incontro di Uber al Mit, rappresentato dal viceministro Riccardo Nencini. Un registro per le app che collegano il cliente con il servizio auto “è una condizione necessaria, di trasparenza su cui siamo tutti d’accordo”, ma non può che “essere un primo passo”, dice il general manager di Uber, Carlo Tursi, commentando una delle ipotesi in circolazione. L’elenco permetterebbe di certificare le piattaforme, rendendo tutto tracciabile, anche a fini fiscali. Quanto alla messa a punto di ambiti territoriali, fatto salvo l’obbligo di rimessa che scatterebbe con il riordino, per Uber “non fa la differenza: quello che conta è non fissare un tetto alle autorizzazioni”. E qui sembrerebbe che il cumulo sia consentito.

Inoltre, anche Barbara Covili, General Manager Mytaxi Italia, è stata ascoltata ieri pomeriggio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da Nencini. “Mytaxi opera legalmente in Italia dal 2015, nelle città di Milano e di Roma – spiega la General Manager Covili – e dimostra, con il suo modello, che si può innovare anche nel pieno rispetto delle regole e si può crescere e investire in un settore, pagando le tasse e assumendo personale in Italia”.

 

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