Bocca non si dimette da cda Enit, solo turnover
Il presidente di Federalberghi spiega i motivi che lo hanno spinto a candidarsi: amo l'Italia

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Bernabò Bocca non si dimetterà dal cda dell'Enit nonostante la sua candidatura al Senato con il Pdl nella regione Friuli Venezia Giulia alle elezioni del 24 e 25 febbraio. Bocca, che è presidente nazionale di Federalberghi, siede nel cda dell'Agenzia in quanto rappresentante di Confturismo-Confcommercio. Nelle prossime settimane, tuttavia, lascerà questo incarico in virtù di un accordo preso oltre un anno fa con le altre organizzazioni Assoturismo-Confesercenti e Federturismo-Confindustria, secondo il quale, a rotazione siede nel cda dell'Enit un esponente del mondo delle imprese turistiche in rappresentanza anche delle altre due.
"Sono abituato a rispettare gli accordi – ha spiegato Bocca all'Ansa – e questo avvicendamento avverrà a brevissimo, nel giro di un mese. Dunque non c'é alcun conflitto di interessi (io sono un rappresentante delle imprese, non del Governo), ma un accordo, per un 'tournover', che va rispettato e che rispetterò".
E in un'intervista all'Ansa, Bocca ha spiegato il perché della sua candidatura: "Vorrei essere di esempio. Gli imprenditori, oggi, in Italia, o delocalizzano o chiudono, soffocati da fisco e burocrazia. Io amo il mio Paese e per questo ho deciso di impegnarmi in politica. Io – aggiunge – non sono mai stato parlamentare, né ho mai fatto politica. Non mi sono candidato perché alla ricerca di un posto, non ne avevo ovviamente bisogno, ma credo che continuare a lamentarsi non porti a nulla. Certo, come imprenditore non possono continuare a pagare l'80% di ciò che guadagno in tasse quando i miei colleghi in Europa ne pagano il 20%. Proprio perché ho a cuore il mio Paese, togliendo tempo alle aziende di famiglia, ho deciso di tentare questo passo. Sarà comunque un'esperienza e credo che nessuno meglio di un imprenditore possa meglio rappresentare il mondo da cui provengo in Parlamento".
Quanto alla presidenza di Federalberghi – incarico che ricopre consecutivamente dal 2000 e che sarebbe scaduto solo nel 2015 – a decidere sarà, il prossimo 14 febbraio, un consiglio direttivo di Federalberghi. "Non si tratta comunque di conflitto di interessi  – precisa Bocca – semmai di una questione di opportunità. Io non sono infatti un rappresentante del Governo ma delle imprese".

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