Bocca e Patanè: estate ok, ma preoccupa Alitalia

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Non sono solo gli albergatori ottimisti sull’andamento della stagione estiva ormai alle porte. Anche per il presidente Bernabò Bocca l’assemblea di Federalberghi a Rapallo è l’occasione per tirare le somme sulla stagione estiva e sulla compagnia di bandiera.

“Abbiamo notizie positive per l’estate – sottolinea -, nei primi tre banchi di prova di aprile e cioè Pasqua e i Ponti è stato registrato il segno più. Dunque, non vedo problemi per la stagione estiva. Oggi la variabile principale è la sicurezza. Finché l’Italia viene percepita come sicura dal punto di vista turistico, non avremo problemi. Il commissariamento di Alitalia è stato fatto con un po’ di ritardo. Avere una compagnia aerea è importante, è vero che ci sono altre compagnie con mete internazionali, ma non si è mai visto un paese turistico senza una compagnia di bandiera aerea efficiente. Per quanto riguarda il modello di business che se è vero, come è vero,le uniche rotte redditizie per una compagnia sono quelle intercontinentali, Alitalia con l’accordo Sky Team è entrata in gabbia da cui non è potuta uscire, fino a quando rimarremo in Sky Team faremo poco. E poi non capisco bene cosa voglia dire il prestito ponte: è un intervento per consentire agli aerei di volare in vista della stagione turistica va bene ma poi?”.

Ottimista sull’estate anche Luca Patanè, presidente di Confturismo: “L’Italia quest’anno avrà un buon risultato a seguito delle condizioni difficili di altri Paesi, ad esempio la Turchia dove sono crollate le prenotazioni di italiani e stranieri. Quindi siamo in momento magico e dobbiamo cercare di sfruttarlo sempre meglio e radicare bene anche le preferenze dei stranieri per il nostro Paese. Per esempio, i tedeschi stanno tornando tanto e questo è un dato positivo. Le miei grandi preoccupazioni non sono queste ma sono legate ad Alitalia che l’anno scorso ha trasportato 23 milioni di passeggeri e adesso è in una situazione difficilissima. Il problema è molto sentito, i commissari cercheranno di venderla e si creerà un grossissimo gap che crea preoccupazione tra gli operatori turistici. Non so se questo gap sarà coperto da altre compagnie esistenti o da nuove che nasceranno ma è fondamentale per un Paese avere un vettore che lo possa sostenere nello sviluppo turistico”.

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