Bonaccorsi: un nuovo turismo, post-covid, è possibile

“Adesso bisogna fare in fretta a formare un nuovo governo che parta e faccia tutte quelle cose che servono per continuare a stare accanto alle imprese e ai lavoratori”. Lo ha detto la sottosegretaria per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo Lorenza Bonaccorsi intervistata da Radio Immagine. “Io mi sento ancora in trincea – ha ammesso la sottosegretaria – perché ogni giorno mi confronto con categorie che ancora non hanno ricevuto i ristori, ad esempio fiere e congressi. Anche qui il Mibact ha istituito un fondo, ma ora non si riesce ad andare avanti”.

“Non appena si riaprirà la circolazione – ha sottolineato ancora – l’Italia tornerà ad essere la meta più desiderata. Ma dobbiamo ricordare i danni subiti dagli eccessi del turismo di massa, con l’invasione degli Airbnb nei centri delle città d’arte. Dobbiamo sviluppare un turismo sostenibile, un modello che rispetti il patrimonio che abbiamo. Questo grazie anche alla battaglia fatta in Europa, alle previsioni del Next Generation Eu e del piano nazionale, ci permetterà di lavorare su un riposizionamento strategico del nostro paese e sull’innalzamento della qualità dell’offerta e sulla formazione professionale, perché il turismo è fluido e servono nuove figure professionali. Ma lavorare sull’offerta qualitativa non vuole dire che andiamo incontro al turismo di lusso, bensì andiamo verso un turismo attento al luogo, all’ambiente, che produce ricchezza e la lascia dove ha fruito. Per cui bisogna riqualificare gli alberghi e rendere sostenibili le strutture ricettive che non lo sono”.

“Bisogna imparare a gestire meglio i flussi – ha aggiunto – che non vuol dire chiudere le città, ma lavorare su modelli alternativi di destinazione, cercando di rendere più accessibili luoghi che ora non lo sono per via dei trasporti. Quindi dovremo lavorare su infrastrutture e accessibilità. Bisognerà intervenire ovunque in Italia, ricordando che ci sono città d’arte come Roma, Venezia e Firenze che hanno sofferto di più, venendo a mancare ai comuni le tasse di soggiorno. Anche la Sardegna è stata duramente colpita. Bisognerà ripartire – ha concluso – secondo le indicazioni dell’Europa in base a sostenibilità e a digitalizzazione. E’ fondamentale elaborare dati dei flussi che permettono di progettare politiche territoriali di marketing per il turismo, che è un settore che la politica finora ha dato per scontato. Il Recovery Fund dalla prima versione alla seconda prevede un aumento fondi dai 3 agli 8 miliardi per cultura e turismo, per digitalizzazione, riqualificazione dei borghi, delle strutture ricettive e delle figure professionali”.

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