giovedì, 13 Maggio 2021

I turisti cinesi invadono l’Europa, ma l’Italia è impreparata

In crescita i flussi dall’Asia. Boom per le città d’arte ma Francia, Germania e Svizzera ci superano

E' stato un 2012 finora positivo per il flusso turistico dai principali Paesi asiatici verso l'Europa. Lo ha detto il presidente dell'Istituto Europa Asia e di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, partecipando all'annuale FORUM Ambrosetti sull'economia a Cernobbio Villa d'Este.
In questo quadro l'Italia si colloca al quarto posto tra le mete europee (precedono Francia, Germania e Svizzera, ma presto ci sarà il sorpasso della Spagna) perché sconta comunque le tradizionali carenze organizzative e di sistema-Paese.
Secondo i dati dell'Unwto, a livello globale, nel 2012 si supererà nel mondo la soglia di un miliardo di turisti (980 milioni nel 2011 e 939 nel 2010), un record. E in Europa l'arrivo di turisti ha raggiunto i 503 milioni nel 2011. Sono cresciute soprattutto l'Europa centro-orientale e quella mediterranea (entrambe +8%); le previsioni per la dissestata Grecia sono addirittura strabilianti, in 10 anni un incremento di oltre il 1000%.
Una percentuale sempre più consistente di questi arrivi è dovuta ai Paesi asiatici. E la Cina è la protagonista – e il suo ruolo è destinato ad accrescersi molto – di tale flusso. I dati 2010 (ultimi disponibili) vedono 58 milioni di persone uscire dalla Cina per motivi turistici (saranno 100 ben prima del 2020), e le loro spese in Europa salire dai 35 miliardi di euro del 2011 ad oltre 73 nel 2015. Già oggi il turista cinese, che appartiene comunque ad una elite, dispone mediamente di 11 mila euro per lo shopping nel Vecchio Continente. Francia e Germania hanno intensificato i collegamenti aerei diretti con la Cina; sono in corso importanti investimenti da parte di catene alberghiere e tour operator.
L'Italia, pur essendo tra i 10 Paesi preferiti, e nonostante gli sforzi lodevoli dell'ambasciata di Pechino, ad esempio per accelerare la concessione dei visti, è quasi totalmente impreparata: non esistono guide in mandarino e cantonese, non c'è personale di accoglienza che parli quelle lingue, impera la più totale ignoranza di usi, costumi, cultura, preferenze alimentari degli ospiti cinesi, negozi e alberghi non riconoscono le carte di credito cinesi, la promozione è spezzettata tra le Regioni spesso in concorrenza tra loro; manca una adeguata rete infrastrutturale di servizi di ricettività e di trasporto per accogliere i grandi flussi di turismo medio-basso.
Positiva nel 2012 la presenza giapponese in Italia dopo il freno dell'anno scorso dovuto alle catastrofi naturali. Si prevede un incremento tra il 6 e l'8% mentre le spese dei turisti in articoli di alta moda si mantiene su elevati livelli.
Per i turisti coreani, tra le mete italiane più ambite (più 20% rispetto al 2011) le città d'arte (Roma, Venezia, Firenze) cui si aggiungono progressivamente Milano e Napoli.
Notevole la crescita in percentuale, anche se ancora non rilevante in termini assoluti, dei turisti indiani (più 20-30% rispetto al 2011). Anche il loro interesse va principalmente alle città d'arte, ma si nota una maggiore curiosità verso le isole e le coste campane, la Costa Smeralda, Taormina, le Cinque Terre, grazie probabilmente a tour operator intraprendenti.

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