Ivana Jelinic a Buenos Aires: turismo delle radici per far crescere flussi

E’ stata scelta tre mesi fa dalla ministra del Turismo, Daniela Santanché, con l’obiettivo di far crescere il più possibile i flussi turistici. E così Ivana Jelinic, in veste di ad di Enit, ha subito cominciato a girare il mondo. Durante lo scorso fine settimana è giunta in America latina dove ha visitato Buenos Aires, partendo poi per San Paolo, con il proposito di sviluppare uno dei temi molto sentiti dall’attuale governo: il Turismo delle Radici. Nel corso della sua missione nel paese sudamericano l’ad si è confrontata con il console generale Marco Petacco, l’ambasciatore d’Italia in Argentina Fabrizio Lucentini e la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura a Buenos Aires Donatella Cannova e ha colto l’occasione per visitare il Teatro Coliseo, unico teatro estero di proprietà italiana, oggi gestito dall’Ambasciata d’Italia in Argentina.

Con l’inserimento nel Pnrr il programma è stato fortemente potenziato e da una cabina di regia il ministero degli Esteri lo coordina in collaborazione con altri quattro dicasteri, con il proposito di coinvolgere centinaia di comuni, prevalentemente del meridione italiano.    Anche per questo il 2024 è stato definito ‘Anno delle radici italiane’ nell’ambito del progetto Pnrr ‘Il Turismo delle Radici – Una Strategia Integrata per la ripresa del settore del Turismo nell’Italia post Covid-19’.

Il concetto fondamentale – spiega Jelinic intervistata dall’Ansa – è quello del ‘ritorno’, “è consapevolezza di un passato importante rappresentato dagli antenati”. Ma esso “può essere riletto in chiave moderna, come uno spunto, per poi scegliere di fare un viaggio che parta dal desiderio di ritrovare i luoghi dai quali gli avi sono partiti, per fare turismo in senso lato e conoscere l’Italia tutta. Per noi la parte importante sarà agire su più livelli. Uno dei quali riguarda la comunicazione per sensibilizzare i connazionali che vivono all’estero, ma là anche gli altri di seconda e terza generazione, che non hanno la cittadinanza italiana, ma sì un legame forte con il nostro Paese”.

Per quanto riguarda in particolare l’Argentina, Jelinic ribadisce che “è un Paese con grandi potenzialità che l’Italia sente particolarmente vicino”. Ma  ammette che la situazione politica ed economica “appare difficile”, tanto che, ad esempio sul tema dei cambi, “è difficile andare ad attivare operazioni che altrove sono sono semplici”.

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